lunedì 10 luglio 2017

Più investimenti per far fronte alla carenza d'acqua

Riceviamo da Gianfranco Spadoni e pubblichiamo

I cambiamenti climatici in atto e la perdurante siccità impongono una riflessione attenta sulla preziosa risorsa dell’ acqua.


I problemi legati alla sua disponibilità influenzata dalle minori precipitazioni e da una situazione caratterizzata da una domanda di acqua superiore alle risorse idriche utilizzate, richiedono un adeguamento della risposta in termini di pianificazione dell’uso del suolo e di adeguamento delle infrastrutture per l’approvvigionamento idrico.

Oltre alla predisposizione di piani di gestione dei rischi di siccità, occorre intervenire sulle perdite nelle condotte e negli impianti e sugli sprechi per consentire un uso efficiente di questa risorsa. 

Bisogna favorire, in alti termini, le misure miranti al risparmio idrico e fissare un ordine di priorità attraverso l’individuazione di soluzioni infrastrutturali adeguate e di utilizzo efficiente e oculato di questo bene primario in modo da favorire lo sviluppo di una cultura del risparmio idrico.

Oltretutto, nonostante il risultato del referendum sull’acqua del 2011, i cittadini pagano una “bolletta salata” composta da varie voci tra cui la quota sulla depurazione, estesa anche a chi non beneficia di tale servizio. 

Gli enti locali incuranti degli esiti referendari, continuano a operare fra l’incertezza delle norme e le prassi ormai consolidate, in quadro complessivo nel quale emergono a tutto tondo l’inadeguatezza degli investimenti e le tariffe troppo onerose a carico delle famiglie.

Si chiede dunque di porre la massima attenzione su questo problema, prevenendo la diminuzione radicale del livello idrico con ulteriori fonti di approvvigionamento nel rispetto dei parametri ambientali. 

Inoltre si chiede, per quanto di competenza e d’intesa con la Regione, di attivare misure più incisive per il contenimento dei consumi alla presenza di deficit idrico.

Gianfranco Spadoni
consigliere provinciale “Civici” Ravenna

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