sabato 29 luglio 2017

Ricordo dell'Ing. Marcello Montanari

Guido Neri ne ricorda alcuni aspetti curiosi

Nel 1992 Marcello collaborava con una rivista tecnica edita da Maggioli Editore di Rimini; la cosa curiosa è che era distribuita in abbonamento e solo su floppy disk. Internet non era ancora popolare ma Marcello era già avanti.


In quell'anno dovevamo festeggiare il bicentenario della nascita di Rossini e lui era presidente del Lions Club di Lugo. Inaugurammo il restauro di casa Rossini in via Rocca con il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti e pubblicammo un libro per raccontare l'odissea dell'opera. Per la prima volta conoscemmo a Lugo il Dr. Giancarlo Mazzuca, allora capo redattore economico al Giornale di Montanelli; infatti Marcello a Milano Marittima abitava nello stesso condominio di Mazzuca alla VI traversa. Poi con Giancarlo si sono consolidate diverse amicizie a Lugo.

Otto anni or sono quando già la sordità lo affliggeva venne a trovarmi in ufficio con una richiesta molto precisa: In base alle tabelle di mortalità, vorrei sapere quale speranza di vita mi rimane, perchè voglio vedere di organizzare tutto per bene.

Io feci subito una mail al mio corrispondente nel Ramo Vita e l'indomani ebbi la sorpresa di essere chiamato al telefono dalla dirigente di tutta l'area Previdenza, una attuaria, la quale mi dice pressappoco così: Non ho nessuna difficoltà a darle la tabella che mi chiede, ma le nostre sono tabelle nazionali e come può immaginare c'è una bella differenza fra un ottantaquattrenne di Caltanissetta ed uno di Lugo e quindi credo proprio sia inutile ... e poi sa cosa le dico? Meglio di lui nessuno sa come sta!

Quante volte si è rammaricato di non poter più frequentare il teatro ed ancora di più di non poter più fare le dotte discussioni con i suoi amici, soprattutto col Prof. Dalla Valle.

Una delle cose che mai dimenticherò di Marcello è il fotomontaggio che fece con un quadro famosissimo di De Chirico, nel cui centro pose il monumento di Lugo a Francesco Baracca: risultato il tutto era armoniosamente metafisico.

Ho voluto fare questo breve ricordo, per riconoscenza verso l'ingegnere con cui ho trascorso molti momenti a casa sua o nel mio studio sempre molto istruttivi e soprattutto coltivando le profumate aiuole dell'amicizia.

Guido Neri

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