martedì 8 agosto 2017

Con il Treno di Dante

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In un mondo che cambia velocissimamente, sta accadendo che si riscopra il "vecchio", il passato.

Lo stanno scoprendo, finalmente, anche gli altri media, con il Corriere di Ravenna che proprio Domenica scorsa, scriveva, con un titolo a tutta pagina e le belle foto di Crespino del Lamone, "La Polinesia in Appennino: il boom del fiume, la Polinesia di casa nostra; si prende il sole nella roccia nuda, ci si tuffa e si sentono le cinciallegre cantare; e l'acqua è limpida; la bellezza del paesaggio fa tutt'uno il "chiare fresche e dolci acque" del Petrarca; la maggior parte di questi luoghi sono segreti; a Valbura, a Crespino del Lamone, l'acqua gorgheggia tra grandi massi dove si sistema il telioda bagno; poco più a valle si trova la buca della Frera nei pressi di un vecchio mulino, sembra un angolo di paradiso".
   
Per riportare la gente allo stadio si toglie il nuovo, la tessera.... 
Per spostarsi si riscopre il vecchio treno, sicuro, non inquinante; si riscoprono vecchi itinerari, la monumentale faentina, il Treno di Dante, due ore e trenta dal centro di Ravenna a quello di Firenze ed appena 12 euro.
Si riscopre il salutare piacere del gambe in spalla, il trekking.
Del sole e del bagno al fiume invece del fuoco della sabbia, del casino e dei tanti euro.
Della buona cucina di una volta, con il gusto dei prodotti tipici, i porcini, i marroni, il cinghiale, i frutti di bosco...
Sono stati tantissimi, addirittura quasi quaranta, il tutto esaurito, Domenica scorsa, al Circolo Acli di Crespino del Lamone, dove ci si è formati ad Economia del Turismo a Rimini, per capire come il mondo, il turismo che cambia, anche riscoprendo il nostro passato.
Appuntamento a Domenica 10 settembre

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