martedì 22 agosto 2017

Elettricità più cara del 29 per cento rispetto alla media europea


Troppi costi per le piccole imprese

Secondo una rilevazione di Confartigianato, che mette in campo il proprio Servizio Energia.


L’energia elettrica continua a costare molto cara agli artigiani e alle piccole imprese italiane che, in media, pagano l’elettricità il 29% in più (pari ad un maggior costo annuo di 2.572 euro per azienda) rispetto alla media dei loro colleghi dell’Unione europea. 


Un divario destinato a peggiorare visto che, nel terzo trimestre 2017, la bolletta dei piccoli imprenditori è in aumento di 383 euro rispetto al trimestre precedente e porta a 11.478 euro il costo medio annuo dell’energia per una piccola impresa. Si tratta di un pesante fardello che compromette la competitività delle nostre aziende e ostacola gli sforzi per agganciare la ripresa.

Questa è la denuncia che arriva dall’Ufficio Studi nazionale di Confartigianato, la Confederazione italiana più rappresentativa delle aziende artigiane e delle piccole e medie imprese, che ha sottolineato come di tratti di squilibri e distorsioni che, nel mercato energetico, penalizzano proprio i piccoli imprenditori.

A gonfiare il prezzo dell’energia per le piccole imprese sono soprattutto gli oneri fiscali e parafiscali che pesano per il 39,7% sull’importo finale in bolletta. Nei settori manifatturieri delle piccole imprese il prelievo fiscale sull’energia ammonta a 7.679 euro per azienda ed è pari a 1.125 euro per addetto. Anche in questo caso superiamo di gran lunga la media europea di 422 euro per addetto di Francia, Germania e Spagna. 

Più in generale, in Italia le tasse sui consumi di energia sono le più alte d’Europa: imprese e famiglie pagano infatti 15 miliardi di euro in più rispetto ai cittadini dell’Eurozona. Più tasse, quindi, ma anche mal distribuite tra i diversi consumatori: sulle piccole imprese in bassa tensione che determinano il 27% dei consumi energetici pesa il 45% degli oneri generali di sistema, mentre per le grandi aziende energivore con il 14% dei consumi la quota degli oneri generali di sistema scende all’8%.

“Si tratta di meccanismo assurdo: in pratica ‘meno consumi, più paghi’. Uno squilibrio incomprensibile che carica sul tessuto delle piccole imprese parte dei costi che sarebbero di altri utenti – è il commento di Tiziano Samorè, Segretario di Confartigianato della provincia di Ravenna – e ne limita ulteriormente la competitività e le possibilità di investimento. 

Per questo motivo, in questi anni, abbiamo avviato un nostro Servizio Energia, che grazie al Consorzio CEMPI vuole raggiungere dimensioni sempre più grandi di acquisti cumulativi. Invitiamo quindi le aziende associate a rivolgersi ai nostri uffici per una verifica delle possibilità di risparmio su questo fronte!”

Ufficio Stampa Confartigianato

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