sabato 5 agosto 2017

Fondo 2017 per l’emergenza abitativa

Riceviamo da Roberto Drei e pubblichiamo

Leggo, sulla cronaca locale di Lugo de “Il Resto del Carlino”  che i sindacati Cgil, Cisl, Uil e la Giunta della Unione dei Comuni della bassa Romagna, hanno siglato un accordo, per ripartire il fondo sociale territoriale 2017 (ex fondo anticrisi), destinandolo all’emergenza abitativa.
In altre parole a chi e come, in base alle disponibilità delle risorse di detto fondo pubblico, potere dare un aiuto per l’emergenza abitativa.

Si precisa inoltre, nel comunicato, che il fondo è composto da risorse comunali per 120.000 euro e che le modalità e gli strumenti con cui definire l’utilizzo del fondo “saranno definiti nell’ambito del confronto tra gli uffici preposti, le amministrazioni comunali e sindacati.”

Personalmente non discuto sulla validità della iniziativa che condivido, ma mi preme rilevare la mancanza del coinvolgimento, da ciò che leggo, delle forze politiche che siedono nei consigli comunali della Unione dei comuni della bassa Romagna e che non fanno parte della maggioranza politica, leggasi Pd, che li amministra.

Le risorse, come detto, sono infatti comunali dunque attinte dall’intera collettività.

Sono risorse di tutti e non si capisce, ferma lasciando la capacità decisionale a chi governa, perché nel dibattito che si aprirà sulle modalità di impiego delle stesse, non debbano essere coinvolti i gruppi consiliari tutti, i quali potrebbero apportare un contributo di idee e di proposte sulla tematica in oggetto.

Come sempre siamo alla solita visione di una pubblica amministrazione intesa come un qualcosa di proprietà e che deve rispondere solo a chi detiene la maggioranza, prescindendo dal principio che una amministrazione rappresenta tutti i suoi cittadini e non solo, o soltanto, quelli che hanno dato il voto a chi temporaneamente governa.

E chi amministra non comprende neppure che su questioni importanti come le politiche della emergenza abitativa che sono un aspetto del più ampio problema del diffondersi del disagio economico e della povertà, il confronto con l’intero arco delle forze politiche consiliari, renderebbero più forti e condivise le decisioni assunte.

Roberto Drei
Per la Buona Politica

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