sabato 12 agosto 2017

Immagini di sport lughese di "qualche" anno fa

La rinascita dell'atletica lughese nel dopoguerra
di Ivan Rossi



C. A. Francesco Baracca
Da sx in piedi: Mongardi, Prof. Calderoni, Dirani, Scardovi, X, D. Tampieri, Dott. Pezzi.
Seconda fila: Bacchini, Corniola, G. Tampieri. 
Prima fila: Gardenghi, Mazzini, C. Zini, F. Zini, Valli, Casadio.
L’atletica lughese nel dopoguerra riprese l’antico nome di Club Atletico Baracca (il fascismo aveva tolto tutte le parole straniere, compreso Club) e si andava lentamente riorganizzando anche se, a differenza delle consorelle (Ravenna, Forlì e Faenza), il proprio impegno era rivolto esclusivamente al settore maschile.
Alberto Lolli



Nel 1950 la squadra lughese si presentò ad alcune gare in Romagna riportando incoraggianti risultati, pur non potendo contare su atleti di prima e seconda serie. Il 1952 fu un anno importante giacché cominciava a prendere forma una squadra che presentava alcune ottime individualità. Guidava il gruppo Lodovico Calderoni, insegnante di educazione fisica già tenente dei bersaglieri.

In occasione dei Campionati Italiani per la zona centro settentrionale riservati agli atleti di terza serie, svoltisi a Bologna il 14 e 15 giugno 1952, protagonista assoluto fu Mongardi che lanciando il martello a m. 42,45 vinse il titolo, superando anche le misure ottenute dai vincitori degli altri due raggruppamenti nazionali e passò definitivamente tra i seconda serie. Titolo anche per il fondista Claudio Zini, primo nella gara dei 10.000 metri con 35’40”. Nei m. 100 sesto posto per Valli (11”3); Bacchini 6° nel triplo (12,77); 7° posto nel giavellotto per Ricci (m. 41,89); Dirani 8° nel disco (34,04); Capucci 8° negli 800 metri (2’07”).

Dalle graduatorie regionali (purtroppo incomplete) del periodo 1953-1957, si evince che la società d’atletica lughese poteva contare su un nucleo di una decina di praticanti che per la sua esiguità non permetteva di competere nelle classifiche di società. C’erano comunque buone individualità come i tre atleti seconda serie, il già citato Mongardi, Alberto Lolli e Gabriele Bortolotti. Questi ultimi due capaci di raggiungere nel salto in alto la ragguardevole (per l’epoca) misura di m. 1,80.

Altri atleti: Adriano Antolini (m. 100), Carlo Valli (m. 100 e lungo), Bruno Rossini (100), Francesco Capucci (200), G. Paolo Cassani (800 e 1000), Claudio Zini (1.500, 5.000 e 10.000), Ferruccio Zini (1.500, 5.000 e marcia km 10), Bruno Medri (5.000), Alberto Lolli (110 ostacoli), Lauro Cucconi (400 hs), Luigi Biancoli (400 hs), G. Antonio Mazzini (lungo), Valentino Argelli (lungo), Amalio Ricci Garotti (lungo), Rodolfo Bacchini (triplo), Aristide Guerra (alto), Marco Dirani (peso e disco) e Severino Capucci (martello).

Ivan Rossi

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