sabato 26 agosto 2017

Otto luoghi da fotografare a Massa Lombarda

Con Wiki Loves Monuments


Per tutti i fotografi, fotoamatori e fan di Instagram c’è tempo dall’1 al 30 settembre per partecipare alla quinta edizione di “Wiki loves monuments”, il più grande concorso fotografico digitale al mondo che valorizza attraverso il web i patrimoni artistico-culturali locali. 



Anche quest’anno la città di Massa Lombarda partecipa al concorso e candida ben 8 luoghi, liberamente fotografabili: si tratta del Palazzo dell'Orfanotrofio, il centro culturale “Carlo Venturini”, il Museo della Frutticoltura "Adolfo Bonvicini", il cimitero monumentale, l’ex chiesa di Santa Maria del Carmine, il Lavatoio, il monumento ai caduti di piazza Umberto Ricci e la Torre dell'orologio; restano fuori da questa edizione il municipio e la scultura di Angelo Biancini, poiché sono attualmente in fase di restauro, e dunque non fotografabili.

Promosso da Wikipedia e coordinato da Wikimedia Italia, il concorso “Wiki loves monuments” è aperto a cittadini e turisti che, chiamati a giocare il ruolo di fotoreporter, intendono contribuire a documentare attraverso il web ricchezze culturali, storiche di un territorio specifico.

Tutte le immagini in concorso diventano così patrimonio condivisibile, comune e universale grazie alla loro circolazione in rete con licenza di Creative Commons. Sono in tutto 680 i monumenti “liberati”, cioè resi fotografabili quest’anno in tutta la regione Emilia Romagna, che partecipa a questa quinta edizione del concorso con l’adesione di ben 88 istituzioni regionali tra Comuni (65), Province (2), Fondazioni (5), parrocchie e Diocesi (5), istituzioni private tra cui musei, gallerie, castelli, associazioni e comunità.

La mappa geotaggata dei luoghi fotografabili a Massa Lombarda è disponibile al link http://photo.aptservizi.com/mappe/wlm2016/massa_lombarda/.

Per ulteriori informazioni, contattare l'Ufficio Cultura del Comune di Massa Lombarda, email cultura@comune.massalombarda.ra.it, oppure consultare il sito wikilovesmonuments.wikimedia.it.

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