lunedì 28 agosto 2017

Palermo, Italia

Penso positivo


Ho letto questo articolo di Daniele Ammoscato su un quotidiano siciliano e ho pensato che, davvero, tutti noi abbiamo una seconda opportunità.


Siamo in Sicilia, sull'autostrada che collega Mazara del Vallo a Palermo, nel tratto tra Carini e Capaci: un grave incidente e il traffico si paralizza, nessun veicolo riesce più a muoversi.

L'autostrada si trasforma in un lungo serpente di metallo rovente ed inizia un terribile calvario, che durerà cinque ore, per centinaia di persone che rimangono intrappolate in un vero e proprio inferno, con una temperatura di quasi 40° e nessuna via di fuga. 


Una sofferenza immane, praticamente immobili, con le scorte d'acqua (per chi ne ha) che si svuotano vorticosamente e il terrore di non sapere cosa fare. 

Ci guardiamo attorno terrorizzati, non sappiamo che fare. Ma siamo in Sicilia, terra di grandi tragedie ma anche di grandi miracoli.

E il miracolo, accade.

Un drappello di temerari, composto da alcune persone che vivono nelle case di villeggiatura poste nei pressi dell'autostrada, si avvicina alle reti di protezione che delimitano la carreggiata. 


I volenterosi, capeggiati da una donna che ha uno sguardo fiero e gentile, iniziano a chiedere se ci sono bambini e se qualcuno può avere bisogno di acqua o generi di conforto. 

Dalle vetture si alzano delle disperate richieste d'aiuto. Un padre implora un po' d'acqua "per il mio bambino, vi prego...".

Parte una straordinaria gara di solidarietà. La donna chiama a rapporto i giovani del gruppo, impartisce precise direttive e, all'unisono, un nugolo di "picciotti" sciama verso le rispettive case. 


In pochi istanti i frigoriferi e le dispense vengono saccheggiati e una staffetta perfettamente improvvisata fa arrivare sul posto ogni ben di Dio. 

Quel papà che aveva chiesto l'acqua per il figlio si commuove, non sa come manifestare la sua gratitudine. Imbarazzato, prende il portafogli... cerca di dire qualcosa che non sia troppo fuori luogo, poi esordisce con un "almeno un caffè vorrei potervelo offrire".

Non l'avesse mai fatto. Dal popolo di soccorritori improvvisati ma efficientissimi si alza un coro unanime. Non accetteranno nulla per quel cibo che stanno offrendo. In pochi minuti, decine di persone possono dissetarsi e i bambini possono mangiare qualcosa.

Poi qualcosa si muove.

Il serpente di metallo fa un balzo avanti, si riparte: i soccorritori ci salutano con la mano, come si saluta un amico su un treno in partenza.

Tendere una mano a chi ne ha necessità, nel momento in cui ne ha bisogno, senza chiedere nulla in cambio.

Come quella donna siciliana che, forse senza saperlo, ha onorato la memoria di Giovanni Falcone (ucciso in quel tratto di autostrada) e di tutti gli altri caduti per mano mafiosa, nel miglior modo in cui questo poteva essere fatto.

Io dono quello che ho, me ne privo per darlo a te, che neanche ti conosco, solo perché tu ne hai bisogno.

Tiziano Conti

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