mercoledì 9 agosto 2017

Povertà qual è la situazione lughese

Intervento dell’Associazione Per la Buona Politica
di Paola Fabbri

La crisi finanziaria, subentrata alla stagnazione dell’economia, ha impoverito anche il territorio lughese e sta creando situazioni di forte disagio.


Persone sole e interi nuclei familiari a rischio povertà assoluta o di esclusione sociale sono in progressivo aumento.

“Abbiamo incontrato i responsabili Caritas e San Vincenzo di Lugo” – dichiara Paola Fabbri, Segretaria dell’Associazione Per la Buona Politica –“ i quali ci hanno confermato che nell’anno 2016 diverse persone, appartenenti a nuclei stanziali e a volte senza fissa dimora, si sono rivolte ai nostri centri. La media è stata di circa 477 richieste d’aiuto mensili, pari a poco più di 5.950 “passaggi” annuali. A tutt’oggi, nel 2017 la popolazione richiedente è di 644 persone con un incremento, rispetto all’anno precedente, di circa il 13,40%. La percentuale di italiani che richiedono aiuto alla Caritas è del 48%, il rimanente proviene dall'Africa e dall'Europa orientale.”

Queste percentuali sono destinate a crescere, perché ogni settimana al Centro d’ascolto Caritas si susseguono nuove richieste d’aiuto e la media di queste nuove richieste si aggira settimanalmente sulle 10-15 persone, soprattutto di nazionalità Italiana e Nigeriana e/o sub sahariana. L’aiuto fornito non è “a pioggia”, bensì è concesso dopo aver studiato un progetto ben delineato, a volte in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune di Lugo, e/o con la “San Vincenzo” cittadina e con il Centro di Solidarietà. Con questi Enti e/o Associazioni, la Caritas di Lugo ha un rapporto costante che serve per affrontare in equipe i problemi più importanti e per “camminare insieme”, anche perché gli obiettivi sono comuni.

I dati di Caritas sono simili a quelli di San Vincenzo e Centro di Solidarietà e si possono grossomodo triplicare per un totale di 1.500 persone che vivono al di sotto della soglia di povertà, circa il 5% della popolazione lughese.

La povertà odierna investe e cancella un vecchio modello di povertà: sempre più sono i pensionati che perdono potere d’acquisto con le loro pensioni, le famiglie monoreddito, persone singole e coppie di giovani, generalmente non sposati, con figli a carico, che vivono subendo la persistente crisi che li paralizza e li spinge in occupazioni occasionali e limitate nel tempo. 

Oltre a questi, vi sono coloro che non riescono a raggiungere la pensione, sopratutto i sessantenni, perché perdono il lavoro e, pur essendo ancora abili alle attività lavorative, non sono più presi in considerazione dal mondo del lavoro. Di conseguenza non sono in grado di “riscattare” gli anni mancanti per raggiungere l’età pensionabile.

Inoltre, ed è doveroso segnalarlo, si rivolgono alla Caritas (e questo avviene già da fine 2015 a oggi) anche persone di quel ceto medio che lentamente cadono nella povertà e si vedono costrette a chiedere un “aiuto alimentare” per non precipitare in un modo di vivere ancor più difficoltoso.

Tanti sono quelli che vivono senza usufruire del riscaldamento invernale o della corrente elettrica pur avendo figli in tenera età, per non elencare poi che alcuni vivono all’interno della propria automobile. Altre persone dormono in luoghi di fortuna, sia in case diroccate o in luoghi pubblici riparati dal freddo.

Difficile è comunicare con loro in quanto, venuti a contatto con la Caritas per un aiuto alimentare, non vogliono esporre più chiaramente i loro bisogni e problemi, forse per ritegno o vergogna.

Dal 2013 a oggi la popolazione richiedente è quasi raddoppiata, sono cresciuti sopratutto in maniera considerevole i nuclei familiari italiani. Si tratta di gente che vive in povertà assoluta, della forma più grave d'indigenza, quella che non riesce ad accedere a quel paniere di beni e servizi necessari per una vita dignitosa.

Tra le cause di questa preoccupante situazione di impoverimento del lughese, vi è sicuramente il numero crescente di attività economiche cessate.

Negli ultimi 10 anni, nel Comune di Lugo, sono state 510, il 14% del totale, percentuale doppia rispetto a Faenza, due volte e mezzo Cervia, 3 volte Ravenna.

Tale impoverimento, in termini di ricchezza e occupazione, mette a dura prova il sistema di welfare, le cui linee di intervento vanno rimodulate, compiendo un minuzioso esame dei reali bisogni della popolazione e promuovendo una pianificazione mirata con interventi nei confronti di coloro che si trovano in reali e accertate situazioni di disagio.


“L'Associazione Per la Buona Politica” – prosegue Paola Fabbri – “ha presentato nel tempo all’Amministrazione Comunale dettagliate proposte di rilancio degli investimenti pubblici e privati, con gli obiettivi di ridurre le disuguaglianze, contrastare la crisi economica, puntare sulla creazione di posti di lavoro. 

Riteniamo inoltre importantissimo sostenere in ogni modo quelle associazioni, come la Caritas, che si occupano quotidianamente delle persone in stato di necessità , cui va riconosciuto il prezioso lavoro svolto nei confronti delle persone bisognose. 

Riteniamo che queste siano le vere premesse per la lotta alla povertà e, pertanto, l’ Associazione Per la Buona Politica continuerà sul territorio e in Consiglio Comunale a svolgere azioni di stimolo, proposta e confronto su ogni tema che riguardi lo stato sociale ed economico dei cittadini lughesi”.

Paola FABBRI, Segretaria dell’Associazione Per la Buona Politica

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