martedì 29 agosto 2017

Radici dimenticate

La rassegna di Purtimiro costa un botto alle casse comunali ed ai lughesi
di Roberto Drei

La storia di Lugo è ricca di personaggi che, nel corso del tempo, hanno compiuto in campo militare, culturale e scientifico, un percorso di studi e gesta conosciute in Italia e nel mondo.


Alcuni di questi nostri illustri romagnoli figli della nostra città, come a volte accade anche per nostra colpa, sono più conosciuti, stimati e ricordati in Italia ed all’estero, che a Lugo.


Uno di questi è l’esploratore, militare, geografo e cartografo, Agostino Codazzi, nato a Lugo nel 1793 e morto nel 1859 a Espiritu Santo, la cittadina colombiana che oggi si chiama Augustin Codazzi in suo onore.

La tomba di Agostino Codazzi è collocata nel Pantheon di Bogotà accanto agli eroi nazionali colombiani.

Un altro episodio, fra i tanti, che ci dà la dimensione di chi fosse Agostino Codazzi, è la lettera che Alexander Von Humboldt, lo scienziato tedesco, esploratore e naturalista di fama mondiale, definito dai suoi contemporanei l’uomo più famoso al mondo dopo Napoleone, scrive al nostro Codazzi, in partenza da Parigi alla volta del Venezuela dopo avere dato alle stampe la splendida edizione della sua grandiosa opera storica e geografica su quell’immenso paese.

Scrive Von Humboldt a Codazzi: “ Je ne puis vous voir partir pour ce beau pays qui m’a laissé des souvenirs si chers sans vous renouveler l’expression de ma haute et affectuese consideration. 

Vos travaux géographiques embrassent une immense étendue de pays, offrant à la fois le detail topographique le plus exacte; et vos mesures des hauteurs, si importantes pour la distribution des climates, feront époque dans l’histoire dela scince.”
“Faranno epoca nella storia della scienza!”

Parole che scritte da Von Humboldt a Codazzi, danno il segno della considerazione e della stima di cui il lughese era tenuto nel panorama della comunità scientifica e culturale di quei tempi.

Io ho cercato, nel corso di questa consiliatura comunale, di promuovere rivolgendomi in primis ai nostri amministratori, un percorso di valorizzazione di questo nostro e a volte semisconosciuto patrimonio di storia lughese, sottoponendo loro più volte l’esigenza di dare vita ad un luogo dove possa essere esposta e custodita, a beneficio dei lughesi, ma non solo, una raccolta di carte e documenti che illustri il patrimonio storico costituito dall’opera e dall’attività svolta dai nostri cittadini più illustri che nel tempo hanno reso famosa in Italia e fuori dai confini nazionali la città di Lugo, sulla scorta delle esperienze che in molte città d’Europa vengono fatte.

Un’attività di raccolta di documenti che si potrebbe avvalere in primis di alcuni nostri concittadini che hanno una approfondita conoscenza, anche per studi effettuati, dei nostri lughesi più famosi.

L’ho chiesto più volte e seguendo i canali istituzionali, ma al di là di qualche benevola intenzione dichiarata del tipo “vedremo, valuteremo”, la richiesta non è mai stata presa sul serio. 

L’attenzione è sul quotidiano su ciò che fa più immediatamente notizia e che manda sulle pagine dei giornali il nostro sindaco e l’assessore alla cultura, come la rassegna di Purtimiro che, peraltro, costa un botto alle casse comunali ed ai lughesi.

Ma le nostre radici, la nostra storia, la memoria di chi siamo e da dove veniamo, è, per i nostri amministratori evidentemente meno importante, salvo effettuare le iniziative di rito, in occasione dei centenari della nascita e della morte dei nostri illustri cittadini.
E questo fa sì che si perda la traccia di chi siamo stati.

Roberto Drei
Per la Buona Politica



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1 commento:

  1. grande Robertone fustigatore dei costumi da buon repubblicano

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