sabato 26 agosto 2017

Un Paese che affoga nella burocrazia ?

Riceviamo da Mario Paganini e pubblichiamo
Invio tre considerazioni ed una esperienza
1 - L’ignoranza della Legge non è ammessa. Le conseguenze possono essere molto gravi se non si ottempera ad un obbligo o ad un dovere. Ma per il cittadino possono esserci conseguenze spiacevoli e dannose anche in materia di diritti.

Mentre l’ambiente esterno suggerisce e guida nel rispetto dei doveri, non sempre accade la medesima cosa per i diritti.

Non è sufficiente avere un diritto, occorre invocarlo. La questione diventa ancor più complicata quando una persona non conosce l’esistenza di un particolare diritto.

Insomma: non c’è una guida, un elenco con l’indicazione dei diritti e con le allegate istruzioni per poterne beneficiare.

Si stanno facendo dei passi in avanti, ma la strada è ancora molto lunga e irta di insidie. Su talune questioni, poi, incredibilmente, purtroppo, si arretra.

2 - Se il domani è dell’elettronica, dell’informatica, della Rete, di certo oggi viviamo come uno o due secoli fa. Allora l’analfabetismo affliggeva ampie fasce della popolazione. Tante persone dovevano ricorrere ad altri che avevano la conoscenza del saper leggere e scrivere. Oggi molte persone non sono in grado di usare - pienamente e correttamente - i nuovi strumenti che la tecnologia sta offrendo.

Oggi tante persone debbono ricorrere ad altri che, invece, hanno la conoscenza necessaria per accedere, con profitto, all’Information Technology.

Non solo, ma il modello educativo, del recente passato, ha frustrato e scoraggiato quegli adulti che ora hanno 45 – 50 anni o più.

Infatti, per anni, è stato loro incultato il modello del “semplificare, standardizzare, specializzare”. Frasi come: “non toccare o fai danni”, “lascia fare a chi è pratico”, “la manualità non è per tutti” hanno precocemente tarpato le ali e tolto la voglia di provare.

3 – In una società nella quale l’immagine è importante, occorre sapersi proporre e avere un prodotto piacevole.

La Salute è un diritto. Ridiscuterlo o perderlo può essere possibile. Anzi, diventa assai facile quando le vittime sono complici del carnefice; quando chi rischia di essere divorato non si avvede che il nascondiglio che ha trovato, in realta, è una bocca famelica.

In alcune Regioni si stanno sperimentando forme nuove di approccio alla Sanità. Si usa l’elettronica, si usa l’archiviazione delle informazioni centralizzata.

Domani il medico, usando il computer, inserirà i dati nella cartella personalizzata elettronica del paziente. Un programma smisterà i dati, inviandone una parte al datore di lavoro e una parte all’INPS. Sempre un programma comunicherà al paziente dove trovare tutti i farmaci che gli necessitano e presso quale struttura sanitaria è possibile, entro breve tempo, fare tutti gli esami clinici. Così, magari mentre il paziente torna alla sua residenza, il vivavoce del cellulare, gli fornirà le opportune informazioni No, non è niente di trascendentale o di fantascientifico o dai costi esorbitanti. Un banale programma, pagato da case farmaceutiche, dalle farmacia aderenti e dalle strutture sanitarie motivate. Una “app” gratuita, come tante altre, per pazienti informatizzati e fortemente interessati.

Oggi. Beh ... oggi (e ancora per molto) le cose vanno (e andranno) diversamente.

Perchè ?

Sono in corso sperimentazioni egregie di una Sanità che utilizzi con profitto l’Information Technology, ma sembra non siano state messi in atto tutti quegli accorgimenti ed interventi che risulteranno determinanti alla riuscita dell’impresa. In primo luogo: far sapere che esiste questa opportunità; che il cittadino ha un nuovo diritto, quello di potersi avvalere di tali strumenti. Poi mancano corsi di educazione, di alfabetizzazione all’uso degli strumenti informatici. Corsi in particolare rivolti a quella fascia di età indicata in precedenza (45 – 50 anni ed oltre) che, con un modesto impegno, potrà agevolmente trarne beneficio, per lungo tempo. infine, qualche cosa di più e di meglio, potrebbe essere fatto relativamente alla facilità di accesso e di consultazione dei dati attraverso computer, tablet, smartphone.

Comunque, di certo, si stanno investendo poche energie per una divulgazione ed una educazione di massa. Sarà un caso ?

Avete mai visto, nello studio di un gruppo di medici di base, qualcuno che vi fa sopportare meglio l’attesa mostrandovi come funziona un Fascicolo Sanitario Elettronico ?

Oppure, mentre state prenotando una visita, vi è mai capitato che qualcuno vi abbia detto che potevate, tranquillamente e comodamente, farlo da casa?

Ecco perchè abbiamo ancora molta strada fare...

Ecco perchè ci troviamo ancora in una situazione come quella che sto per descrivere. Un caso realmente accaduto, accaduto a me.

1 Telefono al medico per avere conferma della sua presenza in ambulatorio.

2 Ho la conferma che nell’ambulatorio c’è un medico. Non è il mio medico, poichè in ferie, bensì un sostituto, che però già conosco e che riscuote la mia fiducia.

3 Lo studio/ambulatorio del medico è a circa km 18 dalla mia attuale residenza e dal luogo dove trascorrerò la convalescenza.

4 Arrivo ed attendo il mio turno.

5 Finalmente è il mio turno.

6 Esco dallo studio/ambulatorio con:

a) certificato medico per l’assenza dal posto di lavoro (copia mia e copia da consegnare al datore di lavoro. L’I.N.P.S invece riceverà direttamente la notizia a mezzo Internet).

b) la prescrizione di alcuni esami clinici, da eseguire entro breve tempo;

c) la prescrizione di alcuni farmaci, da assumere quanto prima.

7 Ritorno a L., luogo di residenza.

8 Mi reco alla Farmacia Comunale nr.

9 Mi metto in fila

sia per i farmaci

sia per la prenotazione degli esami clinici da eseguire.

10 Finalmente è il mio turno per i farmaci.

Un farmaco mi viene consegnato prontamente. L’altro dovrò ritornare nel pomeriggio.

11 Finalmente è il mio turno per gli esami clinici.

Intravvedo un volto femminile oltre il monitor. Candidamente M. lamenta di non riuscire a fare la prenotazione. Prende il telefono e si fa spiegare da F. come fare un esame del sangue. La richiesta, su supporto cartaceo, è stata prescritta da un medico del Pronto Soccorso del capoluogo di provincia, ma - evidentemente – qui a L. (terza città della provincia) usano altri termini.

Poi M. deve prenotare due visite.

Riprende il telefono per farsi spiegare da F. come fare una prenotazione. Ma neppure F. riesce ad esserle di aiuto. Quindi M. prende la terza ed ultima richiesta. Imbarazzata chiama per la terza volta F. Niente da fare, neppure per quest'ultimo accertamento diagnostico.

M. mi invita ad andare al reparto di Neurologia dell'ospedale di L. e chiedere direttamente al personale.

11 Il parcheggio non è proprio vicinissimo alla struttura ospedaliera, ma almeno è molto ampio ed ha sempre posti liberi (che non significa senza pagamento !)

12 All’ufficio informazioni una garbata signora interrompe la telefonata che stava facendo per darmi le indicazioni su dove si trovi il reparto di Neurologia.

13 Curiosamente si trova al terzo piano, poi bisognerà destreggiarsi tra i reparti di Pneumologia e di Pediatria.

14 L’ascensore non arriva. Ho le gambe buone e tre piani non sono un’esagerazione.

15 Il personale preposto alla segretaria di Neurologia accetta una sola richiesta. Per l’altra si dice stupita di quanto le riferisco e, dispiaciuta, ma debbo passare dal C.U.P.

16 Fortunatamente il C.U.P. è quasi di fronte all’ospedale. La macchina può restare nell’assolato parcheggio a pagamento, mentre mi reco al C.U.P.

17 Arrivo al C.U.P. ed attendo il mio turno.

18 Le spartane poltroncine accolgono un folto e variegato pubblico di aspiranti pazienti, che stentano a rimanere pazienti. Quelle spartane poltroncine, però, hanno un pregio: aiutano a non perdere la concentrazione. Infatti, mentre su un tabellone si susseguono stringhe alfanumeriche, precedute da un leggero suono, quel suono - tanto importante per chi non vuole fissare ininterrottamente il tabellone - potrebbe andare disperso tra i tanti suoni che provengono da una miriade di cellulari maneggiati dai presenti in sala.

19 Finalmente è il mio turno. Accenno succintamente all’accaduto. Curiosamente apprendo che il Pronto Soccorso di R. avrebbe un suo modo di fare le indicazionii sia per i farmaci sia per le richieste di esami clinici; pertanto è per tale motivo che, sia M. della Farmacia Comunale nr., sia la segretaria all’accettazione di Neurologia, non sanno che cosa fare. Invece il personale del C.U.P. lo interpreta correttamente e senza difficoltà alcuna.

Mah ... Taccio. Mi astengo dal commentare, perchè (probabilmente non servirebbe a nulla e) ho finalmente espletato tutte le formalità per le visite e gli accertamenti clinici.

20 E nel pomeriggio, recatomi nuovamente alla Farmacia Comunale nr - dopo una breve fila - divento il felice possessore anche del secondo farmaco !

La mia patologia ? Un fastidioso e inatteso problema di memoria. Fortunatamente non è un... esaurimento nervoso, poichè - da una simile vicenda - ne sarei uscito provato.

Domande:

Quanto tempo mi sia stato necessario ?

La sopra descritta “catena” è un “caso sfortunato” oppure è “un caso emblematico” ?

E, da ultimo, simili vicende sono l’espressione di un Paese civile oppure di un Paese che affoga nella burocrazia ?

Mario Paganini

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