sabato 30 settembre 2017

Dobbiamo difendere il futuro degli italiani

Riceviamo da Matteo Renzi e pubblichiamo

Con la festa nazionale di Imola abbiamo chiuso un lungo percorso di incontri, dibattiti, discussioni. Un migliaio di feste in tutta Italia, più di cinquantamila volontari.


È stato bello tornare a incrociare i nostri sguardi non soltanto attraverso le enews o la tv, ma personalmente. Quasi cento iniziative in tutto il Paese, da Trieste a Marsala, con migliaia di persone. Abbiamo difeso il passato, la storia dei mille giorni da chi la voleva deridere, cancellare, mistificare. Se l'Italia è uscita dalla crisi il merito è di quegli italiani che ci hanno creduto, che si sono rimboccati le maniche. Oggi vediamo i dati: PIL, posti di lavoro, indice di fiducia delle famiglie, export, produzione industriale. La strada è ancora lunga, ma il cammino è segnato. Bene.


Ma ora che non dobbiamo più difendere il passato è il momento di difendere il futuro.
Ecco perché i prossimi sei mesi saranno decisivi. Gli altri partiti hanno finalmente tirato giù le carte.

Il Movimento Cinque Stelle ha scelto il proprio candidato, Di Maio. La destra sta sull'asse Salvini-Berlusconi. Non spendo ancora parole su di loro: basta guardare la realtà per rendersene conto. Tocca a noi saper imporre il futuro in questa discussione.
Noi dobbiamo difendere il futuro degli italiani.

Farlo con tutti quelli che ci stanno, che vogliono parlare di famiglie e di sociale. Di come portare la disoccupazione giovanile sotto il 25% (dal 44% del 2014) o la disoccupazione generale sotto il 10%. 

Di come raddoppiare i soldi su periferie e dissesto idrogeologico. Di come restituire fiducia e responsabilità alla nuova generazione. Di come sostenere tanti anziani senza farli sentire un peso, ma anzi, chiedendo loro di darci una mano come hanno sempre fatto, perché senza nonni questo sarebbe un Paese devastato. Di come preservare la sicurezza sociale e la lotta alle ingiustizie, non solo economiche. Di come aumentare gli investimenti in cultura e mettere più soldi sulla salute. Di come fare una battaglia sull'ambiente non ideologica ma concreta, capace di creare benessere per i nostri figli e posti di lavoro.
Noi stiamo facendo una scommessa ardita. Mentre gli altri urlano, giochiamo la carta del buon senso. Mentre gli altri denunciano, noi portiamo soluzioni per oggi e idee per domani.

A Imola ho detto che se lasci tuo figlio allo scuolabus la tua preoccupazione non è se l'autista è simpatico, si è pettinato bene o sa raccontare le barzellette. Ti interessa che quell'autista sappia guidare il pulmino perché lì sopra c'è tuo figlio.

Noi scommettiamo sulla serietà e sulla competenza, ma abbiamo bisogno di andare casa per casa, scuola per scuola, ufficio per ufficio per coinvolgere gli italiani in questo progetto.
Sui contenuti, parlando di questioni reali e concrete, dall'Alzheimer alle tasse.
Sui social, condividendo una presenza che è argine alle fake news.
Sui luoghi di lavoro, perché il tam-tam personale conta più dei talk-show in questa fase.

Per questo vi chiedo una mano.

Matteo

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