venerdì 29 settembre 2017

Gli scavi archeologici di Zagonara

La presentazione dei risultati


Domani, sabato 30 settembre alle 16 nell’Aula Magna dell’ex convento del Carmine, in via Garibaldi 16 a Lugo, ci sarà l’evento “Scavo del Castello di Zagonara” con la presentazione dei risultati della campagna di scavo archeologico del 2017.




L’iniziativa sarà introdotta dal professor Leardo Mascanzoni con, a seguire, la video proiezione del resoconto degli scavi archeologici in corso per la riscoperta del castello di Zagonara (video a cura di Storia e memoria della Bassa Romagna).

Lo scavo effettuato quest'anno aveva come obiettivo iniziale quello di valutare la consistenza del deposito archeologico del sito del castello di Zagonara, studiato a partire dal 2009, quando venne individuato nel corso di una campagna di ricognizione superficiale, nell'ambito di un progetto pluriennale di archeologia dei paesaggi del dipartimento di Storia culture civiltà dell'Università di Bologna. Il sito era già noto ma non era mai stato studiato in modo sistematico. A partire da agosto è stato oggetto di un'indagine a cui hanno partecipato una quindicina di archeologi dell'Università di Bologna, che hanno lavorato per più di un mese.

“Fin dall'inizio è stata evidente l'importanza dei rinvenimenti e questo ha mutato le priorità della ricerca - spiega Marco Cavalazzi, responsabile degli scavi -. Sono stati aperti due settori, in uno sono venute alla luce alcune strutture del castello, probabilmente dei muri interni all'edificio. Nel secondo sono invece emersi i resti della chiesa di Sant'Andrea di Zagonara, della quale sono state identificate due fasi costruttive, la prima risalente al Mille e la seconda con tutta probabilità successiva alla costruzione del castello di Zagonara, edificato a partire dal 1217. L'importanza di questo rinvenimento ci ha spinto a concentrarci su questa area”.

All'interno della chiesa sono emerse alcune sepolture privilegiate, attribuibili a personaggi di alto rango, forse i castellani del castello. Questi vennero sepolti da soli in tombe in muratura poste all'interno della navata centrale della chiesa di S. Andrea. All'esterno della chiesa invece sono emerse decine di sepolture, che solo in parte è stato possibile indagare, di individui adulti, ma anche adolescenti e bambini, che probabilmente facevano parte della comunità del villaggio di Zagonara. Il castello e la chiesa vennero distrutti nel corso del XV secolo, a partire dalla famosa battaglia di Zagonara del 1424, momento dal quale gli edifici si trasformarono in cave a cielo aperto. Per almeno due secoli, infatti, il materiale da costruzione di cui erano composti venne prelevato per essere reimpiegato in altri edifici.

Tra i reperti più interessanti che sono emersi nel corso dello scavo ci sono alcuni manufatti metallici, che facevano parte dell'abbigliamento militare, come speroni frammentari o borchie da vestiario, ma anche numerose monete dell'epoca e un frammento di croce in calcare scolpito, probabilmente parte della decorazione architettonica della chiesa più antica, databile all'anno Mille.

“Quello che è stato possibile ottenere in un solo mese di scavo è un piccolo assaggio di un sito archeologico molto più vasto, che si estende per più di cinque ettari, composto dalla rocca di Zagonara, con la sua chiesa e il villaggio circostante - aggiunge Cavalazzi -. Il lavoro fatto a partire dal 2009 ci permette di collocare il sito all'interno del paesaggio storico circostante, costituito da più di una decina di altri siti, ricostruendo al meglio la storia del castello e di questa parte di pianura basso romagnola”.

L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Lugo, dal progetto “Bassa Romandiola” del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell'Università di Bologna e dal Comitato per lo studio e la tutela dei beni storici del Comune di Lugo.

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