lunedì 25 settembre 2017

Il bilancio della Provincia

Riceviamo da Gianfranco Spadoni e pubblichiamo

Entro il 30 settembre il Consiglio approverà il bilancio consolidato della Provincia composto anche dei bilanci dei propri organismi, enti strumentali e società partecipate.


In buona sostanza l’atto in approvazione del Consiglio ha la funzione di rappresentare la situazione finanziaria e patrimoniale e il risultato economico della complessiva attività svolta dall’ente attraverso le varie articolazioni sopra richiamate. I dati complessivi registrano un risultato fortemente negativo di oltre dieci milioni di euro, in uno scenario davvero preoccupante nel quale emergono sostanzialmente alcuni elementi cronici preoccupanti. 

Vale a dire pochi fondi a disposizione, tagli insostenibili alle entrate, prelevamento dello Stato dalle casse dell’ente, ed altre voci che determinano situazioni di squilibrio oltre a creare serie difficoltà a garantire i servizi. Solo per fare un esempio nazionale, sono previsti 100 milioni per gli investimenti sui 130 mila chilometri di strade provinciali, mentre l’Anas con 26 mila chilometri ha a disposizione circa 2,3 miliardi l’anno.

Stiamo parlando, insomma, di un ente in stato vegetativo non certo per cattiva volontà o imperizia tecnico amministrativa, ma soprattutto per responsabilità dello Stato che non ha tenuto conto dell’esito referendario e ha sensibilmente compromesso il fragilissimo nesso tra esercizio delle funzioni e risorse occorrenti per compiere le attività di base restanti in capo all’ente. 

D’altra parte i tagli irragionevoli imposti dalle manovre economiche delle Province hanno costretto questi enti, compreso il nostro, a presentare un esposto cautelativo alla Procura della Repubblica e alle Corti dei conti regionali, facendo leva su una recente sentenza della Corte Costituzionale secondo cui un finanziamento inadeguato delle Province costituisce una violazione di due articoli della Costituzione sull’autonomia finanziaria dell’ente e sul principio di buon andamento della pubblica amministrazione.

In ultima analisi, dunque, se la Provincia deve continuare a svolgere una qualche funzione va messa nelle condizioni di disporre delle risorse necessarie sviluppando un più vigoroso ed efficace rapporto con lo Stato e la Regione, oltre a perfezionare collegamenti virtuosi con le altre province per dare corpo all’ambito ottimale di area vasta della Romagna. Argomento, quest’ultimo, di cui si parla ben poco soprattutto per motivi di campanile! Il tutto a detrimento dei cittadini.

Gianfranco Spadoni
Consigliere “Civici” Provincia di Ravenna

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