venerdì 1 settembre 2017

Il medico risponde

L'insonnia
dott. Virgilio Ricci

Fra le cure non farmacologiche della insonnia, un ruolo ragguardevole svolge una corretta alimentazione.



La insonnia si manifesta sovente come difficoltà ad addormentarsi o come il protratto ripetersi di risvegli notturni. 

E' allora importante capire quanto una cattiva digestione sia dipendente dal pasto serale.

Quello serale rappresenta uno dei due pasti principali della giornata, ma il quantitativo calorico deve essere sempre inferiore al pranzo.

Infatti il processo digestivo impegna fortemente l' organismo con incremento del metabolismo basale.

La prima conseguenza è un aumento della pressione, della frequenza cardiaca e del calore interno, cioè della temperatura corporea.

Tutto questo altera in maniera significativa la qualità del sonno.

Pertanto il consiglio è quello di suddividere in maniera equlibrata il quantitativo calorico nutrizionale nell'arco della giornata, in linea di massima assumendo circa il 40%a pranzo , il30%a cena , il 20 % a colazione, il restante 10% fra spuntino di metà mattino e merenda.

Ovviamente è fondamentale cenare almeno due ore e mezza prima di andare a letto.

Occorre poi ricordare che il sonno è facilitato da due ormoni, melatonina e serotonina.

Quest'ultima ha un precursore nel triptofano, un amino acido essenziale presente in molti alimenti di origine animale e nei carboidrati complessi.

Inoltre importanti sono le vitamine B1 e B6 che intervengono nella sintesi ormonale, e il Calcio e il Magnesio la cui carenza si manifesta con disturbi del sonno.

Virgilio Ricci 

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