sabato 9 settembre 2017

Il modo con il quale si gestisce il sociale dà il senso della civiltà di un popolo

Riceviamo da Matteo Renzi e pubblichiamo

Giustizia, non ricatto


La Corte di Giustizia europea ha dato torto all'Ungheria e alla Slovacchia che contestavano la solidarietà sulla questione migranti. Dunque la cosiddetta Relocation è perfettamente legittima per il diritto comunitario e quindi i Paesi che non accolgono i migranti devono essere sanzionati. Ricordate? Questa proposta l'aveva fatta l'Italia nel 2015 ottenendo il via libera del Consiglio Europeo nell'estate di quell'anno, dopo una durissima trattativa con i nostri colleghi degli altri Paesi. Questo accordo è molto importante perché va contro i principi - sbagliati - dell'accordo di Dublino del 2003, siglato anche dal Governo italiano di allora. 

Adesso però bisogna essere concreti. Per me i Paesi che non accolgono devono essere puniti in modo semplice: tu non sei solidale nella gestione migrazione? Io non sono solidale nella divisione dei fondi. Chi non accoglie migranti deve vedere ridursi le risorse del bilancio europeo. Vogliono costruire i muri? Lo facciano senza i fondi italiani, visto che il nostro Paese ogni anno mette 20 miliardi nel tavolo europeo e ne recupera 12. La solidarietà non può essere a senso unico. E non chiamatelo ricatto: si chiama giustizia, si chiama solidarietà, si chiama Europa con la E maiuscola.

In mezzo alla gente

Dalla ripresa dell'attività ho fatto 11 presentazioni del libro coi cittadini al centro nord (Bologna, Modena, Reggio Emilia, Pesaro, Ravenna, Lodi, Crema, Genova, Sarzana, Trieste, Padova): sempre tanta gente, tanto affetto, tante domande, tanti suggerimenti, tanta voglia di partecipare. Le prossime saranno: Taormina, Catania, Siracusa, Ragusa, Sciacca, Marsala, Perugia, Arezzo, Prato, Castelli Romani e le feste dell'Unità di Firenze e Roma. Poi ancora Lombardia, Campania, Puglia. Avanti, avanti insieme. E grazie a chi di voi ha letto il libro e me lo commenta con critiche o sottolineature che mi servono moltissimo a riflettere: matteo@matteorenzi.it

È bellissimo far parte di un'esperienza di popolo, di una comunità. E nulla mi è utile come gli incontri con le persone per capire, imparare, discutere.

Oltre che a toccare con mano alcune realtà molto significative che si occupano di sociale, come ieri a Medea, in provincia di Gorizia, sui temi dell'autismo e del Dopo di Noi. Il modo con il quale si gestisce il sociale dà il senso della civiltà di un popolo, ne sono convinto.
Intanto parte la Festa dell'Unità Nazionale a Imola (dal 9 al 24 settembre), mentre il giorno dopo parte il treno del PD, da Roma: due mesi ad ascoltare le persone, a discutere, in mezzo alla gente. Avanti, avanti insieme.
Un sorriso,
Matteo


PS. I dati dell'Istat ci dicono che dal primo giorno del nostro Governo (febbraio 2014) a oggi si sono creati 918 mila posti di lavoro in più, di cui il 61% a tempo indeterminato. Insomma: il JobsAct ha creato le condizioni perché si raggiungesse l'obiettivo del milione di posti di lavoro. A me sembra una cosa enorme. 

Il tempo è galantuomo, il tempo gioca con la nostra stessa maglia e alla fine la verità di ciò che abbiamo seminato emerge. Ma mentre aspetto un sussulto di onestà intellettuale dei nostri oppositori, che riconosca la bontà del JobsAct, dico che ancora non basta. Continuare a ridurre le tasse, continuare a semplificare, continuare a investire: questo il nostro obiettivo per guardare Avanti. Per creare lavoro, non assistenzialismo. Lavoro, non redditi di cittadinanza. 

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