giovedì 7 settembre 2017

L'agopuntura per l'insonnia

Il medico risponde, il dott.Virgilio Ricci

Da quando esiste, l 'agopuntura è stata usata per il trattamento dei disturbi del sonno.


Ora anche la medicina occidentale ne sta prendendo atto e i primi studi condotti su ampie casistiche di persone sofferenti per turbe del sonno, sembrano dimostrarne la efficacia. 

Un particolare importante è che il sonno agevolato dall'agopuntura è un sonno fisiologico , direi un sonno ristoratore , mentre il sonno indotto da farmaci può avere conseguenze al mattino quali la sonnolenza diurna.

Per potere avere dall'agopuntura il massimo beneficio , non si può prescindere dalla conoscenza dei meccanismi che regolano la medicina ENERGETICA . Sintetizzando al massimo il concetto si può affermare che durante la notte lo YANG deve entrare all'interno dello INN.

Se entrambi sono in un buon equilibrio dinamico, allora, si ha un buon sonno. In parole povere, si fa una bella dormita.

Quando intervengono elementi che perturbano questo dinamismo, compaiono i vari disturbi del sonno. 

In linea di massima la difficoltà ad addormentarsi è da attribuire ad un eccesso di energia , mentre il risveglio precoce a un deficit di energia . Abbiamo quindi insonnie Yang e insonne Inn.

Agendo sui punti posizionati sui meridiani del corpo , possiamo riequilibrare l' energia e favorire il sonno fisiologico.

Al di la di questi concetti della Medicina Tradizionale Cinese, dal punto di vista strettamente scientifico, si è visto che l'applicazione degli aghi incrementa i livelli di melatonina , favorisce la liberazione di oppioidi endogeni e regola alcuni neurotrasmettitori come la serotonina , la dopamina e l' acido gamma amino ossibutirrico.

Tutti questi elementi sonno in gioco nella induzione e nel mantenimento del sonno .
Concludendo vanno sottolineati due punti. 

Il primo è che l'agopuntura non può essere considerata una terapia sintomatica ma è una terapia curativa ( ripristina i meccanismi del sonno ).

Il secondo è che occorre agire presto, perchè il cronico utilizzo di farmaci ansiolitici e ipnotici rende più difficoltoso il trattamento successivo.

Virgilio Ricci 

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