martedì 12 settembre 2017

Purtimiro

Il festval Barocco al Teatro Rossini

Debutta il 29 settembre e termina il 15 ottobre la seconda edizione del festival barocco al Teatro Rossini di Lugo con la direzione musicale di Rinaldo Alessandrini.



Archiviata con successo di pubblico e critica la prima edizione del festival barocco PURTIMIRO, fortemente voluto dall'amministrazione lughese per celebrare i trent'anni della riapertura in epoca moderna del Teatro Rossini avvenuta il 3 dicembre 1986 – ecco arrivare la seconda edizione 2017, sempre sotto la direzione musicale di quel grande musicista che risponde al nome di Rinaldo Alessandrini.

Clavicembalista, musicologo, direttore, ammirato internazionalmente quale interprete di riferimento per la musica del Sei-Settecento, Rinaldo Alessandrini ha intrapreso nel 2016 l’incarico di direttore musicale del festival con il proposito di fare di Lugo un centro di eccellenza per la presentazione, e in alcuni casi per la riscoperta, di perle del repertorio operistico italiano del tempo.

E nel contempo di valorizzare al massimo la miracolosa acustica e la suggestiva ambientazione del Teatro Rossini stesso, restituito all’antico splendore originale dal restauro “critico” di Pierluigi Cervellati, con l’esecuzione di opere e musiche in concerto più o meno coeve rispetto al teatro, o comunque coerenti con le sue precipue caratteristiche architettoniche.

È così partito il 3 dicembre 2016 PURTIMIRO, un titolo suggestivo che si rifà ad una delle melodie più celebri dell'intera opera barocca, quel duetto “Pur ti miro, pur ti godo” che compare alla fine dell'opera L'incoronazione di Poppea” di Claudio Monteverdi. Una citazione esplicita che evoca lo spirito dell'intero festival, ma anche un velato omaggio all'arte del suo direttore musicale, Rinaldo Alessandrini, considerato universalmente come uno dei maggiori interpreti al mondo dell'opera di Monteverdi (si ricordino le sue acclamate interpretazioni di Orfeo, l ritorno di Ulisse in patria e L'incoronazione di Poppea al Teatro alla Scala di Milano). 

Romano, classe 1960, clavicembalista e leader di numerosi ensemble dedicati al repertorio rinascimentale e barocco, insieme al Concerto Italiano – gruppo da lui fondato – Rinaldo Alessandrini ha infatti rivoluzionato l'interpretazione della musica vocale italiana del Seicento, ricevendo universale plauso da parte del pubblico e della critica di tutto il mondo.


PURTIMIRO 2017 apre con Bach e chiude con Monteverdi, due autori fondamentali nella sua carriera interpretativa: proprio di Bach e Monteverdi sono le ultime due fatiche discografiche di Alessandrini, per la raffinata etichetta francese Naïve. Esattamente venti anni dopo che aveva licenziato la sua rivoluzionaria lettura dell'Arte della Fuga di Bach - un'incisione ormai storica che ha vinto premi e ricevuto riconoscimenti internazionali - eccolo tornare all'amatissimo Kantor con una nuova lettura delle celebri Variazioni Goldberg BWV 988 nel concerto inaugurale del 29 settembre alle 20.30 al Teatro Rossini, che prende il titolo “Variations on Variations” e sottotitolo “Le Variazioni Goldberg di Bach come non si sono mai sentite”. Si tratta infatti dell'esecuzione della sua recente trascrizione per archi e cembalo dell'immenso capolavoro bachiano, reso popolare dalle interpretazioni pianistiche di Glenn Gould. Alessandrini suonerà e dirigerà dal cembalo i solisti del Concerto Italiano.


Un Bach “diverso” è in programma il 14 ottobre alle 20.30: un “Crossdressing Bach” che vedrà ancora Rinaldo Alessandrini in veste di clavicembalista suonare in duo con un altro campione assoluto del barocco qual è il violinista Enrico Gatti. I due musicisti rileggeranno a modo loro pagine originariamente nate per altri strumenti, ma da Bach stesso trascritte in forme alternative. Una prassi molto comune all'epoca, con la quale si davano vestiti diversi alle stesse note: si ascolteranno il Trio BWV 583, le Sonate BWV 964, BWV 1028 e 1029, la Partita BWV 1013 e la Fuga BWV 1026.


Sabato 30 settembre sempre alle 20.30 sarà poi la volta di un'assoluta rarità operistica di un compositore barocco di origine pugliese, tanto grande quanto poco conosciuto: Giovanni Cesare Netti, nato a Putignano di Bari nel 1649 e morto a Napoli nel 1686 a 36 anni. Di Netti, che fu prolifico autore di cantate e musiche liturgiche, si potrà ascoltare in forma di concerto l'opera “La Filli”, raro esempio di commedia pastorale di scuola napoletana in cui protagonisti sono due coppie di giovani amanti le cui storie d'amore di intrecciano con inevitabili travestimenti, equivoci e colpi di scena. A riportare in vita questo autentico gioiello operistico di Netti, che dal 1680 ricoprì l'ambìto ruolo di Maestro di Cappella al Tesoro di San Gennaro al Duomo di Napoli, sarà il massimo esponente della renaissance musicale del barocco napoletano, il direttore e musicologo Antonio Florio alla testa della Cappella Neapolitana. Complesso quest'ultimo con cui prosegue il suo cammino di ricerca e di approfondimento intrapreso oltre trent'anni or sono con la Cappella della Pietà de' Turchini. Gli interpreti vocali saranno i soprani Federica Pagliuca (Filli) e Leslie Visco (Rosetta), il mezzosoprano Daniela Salvo (Berillo) e il tenore Rosario Totaro (Tirsi).


E ancora a Florio è affidato il terzo evento in cartellone a Purtimiro 2017, domenica 1 ottobre alle ore 16, col concerto dal titolo “Buffo sotto il Vesuvio” (L'età d'oro della commedia per musica napoletana, musiche di Provenzale, Marchitelli, De Majo, Faggioli, Sarro, Vinci, Mancini, Avitrano, Paisiello, Grillo, Barbella) con la partecipazione straordinaria di Pino De Vittorio, il grande attore-cantante che meglio di chiunque altro ha saputo interpretare e riproporre ai nostri giorni quella felice stagione del passato, grazie alla perfetta intesa col complesso della Cappella Neapolitana di Florio, specializzato nel repertorio barocco napoletano. Comicità e melanconia, ironia e travestimenti, improvvisazione e languore, oltre all'impareggiabile abilità nel magnetizzare il pubblico numeroso (e rumoroso!) dell’epoca: queste erano alcune caratteristiche dei primi buffi napoletani, personalità pirotecniche che sfiorano il mito, condividendo la grande stagione dei castrati e delle canterine.


Da Napoli a Venezia il passo sarà brevissimo al festival Purtimiro 2017: sempre domenica 1 ottobre al Teatro Rossini alle 20.30 è in programma il concerto “Il prete rosso all'opera” con Rinaldo Alessandrini alla testa del Concerto Italiano: il prete rosso è ovviamente il veneziano Antonio Vivaldi, del quale si potranno ascoltare arie e cantate dalla voce straordinaria di Sara Mingardo, considerata fra i più grandi contralti al mondo, che a Purtimiro porterà tutto il fascino della sua incredibile voce di velluto, con cui illuminerà arie dalle opere vivaldiane L'incoronazione di Dario, Armida al campo d'Egitto, L'Olimpiade e la Cantata “Cessate, omai cessate”.


Altro grande genio del barocco è Alessandro Stradella (1639-1682), formidabile autore di opere, musica strumentale e liturgica, la cui vita leggendaria ha forse offuscato il valore musicale: condusse una vita piuttosto licenziosa che lo costrinse a fuggire spesso da mariti gelosi, fino all'episodio più grave, quello di aver concupito a Venezia la giovane moglie di un nobile che alle sue cure musicali l'aveva affidata. Il nobile, scoperta la tresca, assunse alcuni sicari per uccidere i due amanti. La leggenda vuole che i primi sicari non ottemperarono al loro dovere, ammaliati dalla straordinaria potenza della sua musica. Portarono invece al termine il compito alcuni mesi più tardi due altri sicari, aiutati dal padre di lei. “Ecco amore ch'altero risplende” è il titolo della ricca antologia di Sinfonie e Madrigali di Stradella in programma al Teatro Rossini venerdì 6 ottobre alle 20.30, con Rinaldo Alessandrini sul podio del Concerto Italiano.


Evento clou del festival è la messinscena del cosiddetto “dittico buffo” in programma sabato 7 ottobre alle 20.30 con replica domenica 15 ottobre alle ore 16: due rari intermezzi in musica che a suo tempo conobbero enorme successo in tutta Europa. Parliamo di “Fidalba e Artabano” del compositore di origine bolognese Giovanni Alberto Ristori (1692-1753), che descrive la corte serrata e forse vana di un giovane toscano nei confronti di un'attraente donna di Alba, solo attratta dal denaro e dai lustrini, che a Purtimiro sarà eseguita per la prima volta in epoca moderna; e “Serpilla e Bacocco”, ovvero “Il marito giocatore e la moglie bacchettona”, del prolifico compositore fiorentino Giuseppe Maria Orlandini (1676-1760), in cui si narra dei bisticci fra moglie e marito: lui un incallito giocatore d'azzardo (e pure baro), lei un po' bacchettona ed esasperata dalle sue continue perdite al gioco. Alterne vicende, tappa in tribunale e riconciliazione finale.

A mettere in scena i due intermezzi buffi è stato chiamato un grande nome del teatro italiano, Walter Le Moli, classe 1947, molto attivo sia all'opera (Teatro San Carlo di Napoli, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Mariinskij di San Pietroburgo) che nel teatro di prosa, già direttore artistico del Teatro Stabile di Torino e del Teatro Greco di Siracusa, fondatore e fra i principali animatori del Teatro Due di Parma. Il mezzosoprano Daniela Pini, il soprano Lavinia Bini e il baritono buffo Filippo Morace saranno gli interpreti. In buca il Concerto Italiano, sul podio Rinaldo Alessandrini.


Domenica 8 ottobre alle 16 il “big” barocco di turno sarà invece Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736), l'immortale autore dello Stabat Mater e delle due Salve Regina. Capolavori assoluti che verranno riproposti nel concerto dal titolo “Virgo Virginum Praeclara” (l'incanto del canto nelle melodie sacre del musico di Jesi). Interpreti il controtenore di origine lughese Carlo Vistoli, il soprano Lucia Martín Cartón e l'Abchordis Ensemble diretto dal clavicembalista Andrea Buccarella. Direttore e gruppo (di formazione internazionale e con sede a Basilea) sono considerati fra i migliori interpreti dell'ultima generazione della prassi esecutiva su strumenti originali: sono tutti reduci dal grande successo di critica del loro primo album “Stabat Mater” (con musiche di Manna, Santangelo e Sellitto) registrato in Svizzera nella Chiesa di San Pantaleone nell'ottobre 2014 per la prestigiosa etichetta tedesca Deutsche Harmonia Mundi del gruppo Sony.


Purtimiro 2017 prosegue venerdì 13 ottobre alle 20.30 sempre al Teatro Rossini con la riproposizione per la prima volta in epoca moderna dello splendido oratorio “La Morte d'Abel” (1732) di Antonio Caldara (1670-1736), altro grandissimo autore barocco molto rivalutato dal pubblico e dalla musicologia, nato a Venezia e divenuto compositore di corte a Vienna dove finì i suoi anni in gloria. A interpretare questo imponente oratorio, scritto a Vienna nel 1732 per il castrato Farinelli sul bellissimo libretto di Pietro Metastasio, sarà il direttore musicale di Purtimiro Rinaldo Alessandrini col suo gruppo-emanazione Concerto Italiano.


Ultimo genio della musica in cartellone a Purtimiro 2017 (domenica 15 ottobre alle 20.30, subito dopo l'unica replica del dittico buffo delle ore 16) e musicista culto per Rinaldo Alessandrini il grande Claudio Monteverdi, di cui si celebra in tutto il mondo il 450esimo anniversario della nascita. “Dalla prima alla seconda pratica” è il titolo del concerto da lui diretto, cioè una esauriente antologia dai primi otto libri di Madrigali che allude al trattato teorico che mai vide la luce ma che in una lettera del 1633 così Monteverdi descrive: “Il titolo del libro sarà questo: Melodia, overo la seconda pratica musicale. Seconda (intendo io) considerata in ordine alla moderna, prima in ordine all'antica... Divido il libro in tre parti rispondenti alle tre parti della Melodia, nella prima discorro intorno all'oratione nella seconda intorno all'armonia, nella terza intorno alla parte Ritmica”.

“Perché il madrigale e le opere rimaste di Monteverdi riescono a risvegliare i nostri sensi al pari delle opere di Verdi, Bizet o Puccini?” si chiede Alessandrini nel suo libro “Monteverdiana” del 2006. “La spiegazione è nel fatto che Monteverdi fu un vero rivoluzionario – scrive Alessandrini – : non inventò nuove forme in verità, ma le modificò in un modo mai visto prima, rendendole capaci di effetti inediti e fortemente coinvolgenti per l'ascoltatore”. E conclude “Ma la musica di Monteverdi vuole essere scoperta e riscoperta, sfugge alle regole e incanta con l'imprevisto. Cercate di creare una particolare attitudine all'ascolto della sua musica, fatto allo stesso tempo di passività e vigile sensibilità: lasciatevi trafiggere dalle dissonanze, stordire dalla bellezza timbrica, vivete la passione. Monteverdi dà la possibilità alla vita di tutti quelli che lo ascoltano d'imitare l'arte e toccare con mano la bellezza”.

PURTIMIRO si arricchisce quest'anno di un'importante iniziativa culturale creata a ridosso degli appuntamenti più importanti del festival: la serie “INCONTRI CON IL BAROCCO” a cura di Enrico Gramigna, che si terrà nei giorni 30 settembre, 6 e 14 ottobre alle ore 18 nella Sala Baracca della Rocca Estense (in piazza dei Martiri della Liberta 1), con ingresso gratuito. Si tratta di tre incontri col professor Enrico Gramigna, apprezzato violinista e musicologo specializzato nella prassi barocca, infaticabile divulgatore nel campo della musica classica, che da diversi anni tiene conferenze sulla musica, meglio “chiacchierate” come ama definirle lui, cioè amabili conversazioni aperte al dialogo durante le quali si possono conoscere i momenti salienti delle opere che si vanno poi ad ascoltare in concerto, spesso con raffronti con altre opere ed interpreti differenti. I tre incontri in programma avranno per tema rispettivamente l'opera La Filli di Giovanni Cesare Netti, il dittico buffo Serpilla e Bacocco/Fidalba ed Artabano e l'opera di Claudio Monteverdi.

I biglietti per i concerti vanno da 7 a 32 euro e sono in prevendita sul sito www.vivaticket.it o presso il botteghino del teatro, tel 0545 38542, info@teatrorossini.it

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