venerdì 6 ottobre 2017

Gli occhi di Baracca": Lugo nelle foto di Paolo Guerra dal '46 al '59

I giornalai
di Giacomo Casadio



L’edicola di Otello Zalambani è stata per decenni un punto di riferimento per i lughesi nell’angolo Nord-Ovest del Pavaglione, sua prima collocazione.


Nella foto si possono ammirare le riviste più note esposte con ordine: fra esse Bolero Film del 15 ottobre 1950, Eva, Lei, Noi Donne.

Qualche tempo dopo l’edicola fu spostata esattamente di fronte a questa. 



Nell’altra edicola sul lato Nord-Est del Pavaglione si era celebrata mesi prima la festa dell’8 Marzo.

Anche durante la tradizionale Festa dell’Unità, che si svolgeva in diversi luoghi della città (qui siamo al Tondo), c’era un chiosco dove si vendeva la rivista del Partito Comunista NOI DONNE, fondata nel 1944 e molto diffusa nel paese, protagonista di importanti battaglie per la parità di salario, per il divorzio, l'aborto e la tutela della maternità.

La cartellonistica politica ebbe un notevole ruolo di informazione e propaganda con ampio risalto sui muri del Pavaglione. 





Altre edicole si distribuivano attorno al Pavaglione e nella Piazza Baracca nei primo anno '50


Questa edicola fu spostata quando l’amministrazione comunale decise di risistemare il Pavaglione allargandone i due lati Nord e Sud.

Quella invece situata dietro al monumento di Baracca rimase al suo posto fino ad alcuni anni fa, quando il gestore chiuse la sua attività.

Al suo posto oggi c’è il déhor di un bar. 


La notizia arrivò inaspettata e improvvisa: Stalin era morto. Il 6 marzo 1953 la Tass, l’organo ufficiale del regime sovietico, diede la notizia al mondo. A 75 anni, uno dei protagonisti della storia moderna se ne andava pianto da milioni di persone. Il suo funerale fu imponente: il corpo, dopo essere stato imbalsamato e vestito in uniforme, fu solennemente esposto al pubblico nella Sala delle Colonne del Cremlino e fu sepolto accanto a Lenin nel mausoleo sulla Piazza Rossa.

L’edicola di Otello Zalambani ricordò l’evento in modo vistoso, dando ampio spazio anche ad Anna Magnani su Noi donne. 





Giacomo Casadio

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