sabato 21 ottobre 2017

Gli occhi di Baracca": Lugo nelle foto di Paolo Guerra dal '46 al '59

La città si rianima

La rivendita di alimentari era un luogo d’incontro per il vicinato.



Nel negozio di meccanico da biciclette si vendevano anche piastre da cucina a gas.



Al mercato del bestiame si facevano buoni affari con animali stupendi che sarebbero finiti in bistecche e carne da brodo. L’ultimo splendido acquisto della macelleria Subini in Corso Mazzini era pronto al sacrificio.





Alla Festa dell’Unità si cuocevano braciole. Lo sfrigolio della carne sulla graticola e il profumo della cottura erano e sono un richiamo incredibile per noi romagnoli.




La Festa dell’Unità è sempre stata un evento popolare occasionalmente frequentato anche da persone che non votavano PCI ma che amavano ballare e mangiare. 

Sul manifesto attaccato al muro c’è una curiosa citazione di Edmondo De Amicis, autore di Cuore: “Amare la propria Patria significa amare il proprio Popolo”. 

De Amicis era convinto socialista e massone. La Chiesa criticò aspramente il famoso libro, nel quale “si sostituiva la religione cattolica degli italiani con la religione laicista della Patria, la chiesa con lo Stato, il fedele col cittadino, i Comandamenti coi Codici, il Vangelo con lo Statuto, i martiri con gli eroi”. 




Una delle numerose cerimonie in piazza Baracca fa risaltare nello sfondo l’imponente presenza dell’Albergo San Marco. Nel 1952 venne annunciata l’apertura dell’albergo Ala d’Oro, la cui realizzazione viene finalmente a colmare un’annosa e grave lacuna della nostra città”, come scrisse la repubblicana Vedetta.


La segretaria doveva essere precisa, ordinata e capace di scrivere correttamente e velocemente a macchina. 

L’imponente attrezzo è sicuramente una Underwood No. 5 creata dall’inventore tedesco-americano Franz X. Wagner.

Giacomo Casadio
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