venerdì 27 ottobre 2017

Gli occhi di Baracca": Lugo nelle foto di Paolo Guerra dal '46 al '59

Le passioni. I motori
di Giacomo Casadio



Il motore in tutte le sue forme ed espressioni è sempre stato un formidabile oggetto di attrazione per la Romagna intera e le foto di Guerra lo hanno dimostrato centinaia di volte, a cominciare da lui stesso, che ha cambiato decine di modelli di motocicletta per muoversi in tutto il territorio.


Tutti noi bambini siamo saliti sul suo motore per farci fotografare immaginando di essere dei campioni.

Quando poi nell’adolescenza ne abbiamo davvero guidato uno tutto nostro ci sembrava di aver toccato il cielo con un dito, anche se le prestazioni non erano ottimali.

Il Motom rappresentava il trampolino di lancio per chi volesse cominciare a guidare un mezzo motorizzato a due ruote. Era leggerissimo e robusto come una roccia e in caso di necessità lo si faceva riparare dal meccanico da biciclette. Chi l’ha avuto non dimentica certo le pazze corse sulla strada con poche macchine (con qualche trattore però !!), stesi sulla sella a pancia in giù con le gambe dritte dietro.

I suoi pedali erano provvidenziali poiché le nostre scarse disponibilità economiche non potevano consentirci di fare il pieno spesso e così finivamo anche per ritornare indietro… pedalando. 



Esposizione di moto, fra cui il famoso Velosolex, bicimotore creato dall'azienda meccanica francese Solex.

Il successo fu grande, poi l’azienda subì numerosi tracolli con vari cambiamenti di gestione. Il prezzo non era certo molto accessibile e l’ingresso di forte concorrenza straniera portò la ditta al fallimento.

Nella stessa vetrina ci sono altri mezzi fra cui uno scooter MV Agusta.

                                                    La parata in Piazza Baracca





Tuttavia in Italia la Palma d’Oro per gli scooter appartenne a Vespa e Lambretta, i cui popolari modelli fecero strage di cuori motociclistici.

Questa splendida ragazza in sella ad una originalissima Vespa con il modellino attaccato al parafango all’inizio di Corso Mazzini avrebbe fatto sognare molti.



Una pattuglia di allegri lambrettisti in attesa di partire da Viale Orsini.

Lo “scheletrino“ era piuttosto spartano rispetto alla morbidezza delle curve della Vespa e attirava più gli uomini che le donne.

Una formazione agguerrita si faceva riprendere in Via Baracca di fronte all’officina Muccinelli in attesa di scattare come Staffetta d’Onore per il giro di Romagna.






Giacomo Casadio

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