mercoledì 11 ottobre 2017

Gran finale per Purtimiro

Con Caldara, Bach e Monteverdi

Purtimiro giunge al suo terzo e ultimo fine-settimana: da venerdì 13 a domenica 15 ottobre ben quattro appuntamenti in programma alle “Feste Musicali intorno all'Opera Barocca” al Teatro Rossini dirette da Rinaldo Alessandrini.


Si inizia venerdì 13 ottobre alle 20.30 con la prima esecuzione in epoca moderna dell'oratorio in due parti “La morte d'Abel” (1732) di Antonio Caldara (1670-1736), grande autore barocco, molto rivalutato dal pubblico e dalla musicologia, nato a Venezia e divenuto compositore di corte a Vienna, dove finì i suoi anni in gloria. 


Autore di opere, oratori, cantate sacre e profane e di musiche strumentali che hanno subito l'influenza di Arcangelo Corelli, Caldara dopo innumerevoli viaggi e alterne vicende riuscì a diventare il compositore prediletto dell'imperatore Carlo VI d'Austria, del quale era divenuto precettore musicale, fino a ottenere lauti stipendi che però non gli consentirono di morire nell'agiatezza a causa del vizio del gioco. Potente e severa è la sua musica, ricca di sapienza e di talento, tanto da influenzare l'opera di Bach e Telemann e porre le basi per il classicismo viennese. 

Ne sarà prova l'imponente oratorio “La morte d'Abel figura di quella del Nostro Redentore”, scritto a Vienna nel 1732 per (l'allora) giovane castrato Farinelli. Un autentico capolavoro sepolto, di cui erano note finora solo alcune pagine di grande bellezza come l'aria “Quel buon pastore son io”. Per questa “prima mondiale in tempi moderni” gli interpreti saranno i cantanti Gaia Petron (Caino), Sonia Tadia (Abele), Monica Piccinini (Eva), Mauro Borgioni (Adamo), Alessandra Gardini (Angelo) e il Concerto Italiano diretto da Rinaldo Alessandrini.

“Scommettiamo che Bach resiste a qualsiasi cambio d'abito?” sembra volerci dire Rinaldo Alessandrini a proposito del concerto dal titolo “Crossdressing Bach” in programma il giorno dopo, sabato 14 ottobre alle 20.30, concerto straordinario che lo vede al cembalo accanto al violinista perugino Enrico Gatti, uno dei maggiori interpreti della corrente esecutiva filologica. 

Suonare al cembalo opere nate per violino e viceversa, oppure suonare in duo opere nate per altri organici, è quasi un gioco. Sembra impossibile senza fare trascrizioni: e invece no, con Bach tutto è possibile, poiché al “crossdressing” (cioè al veloce cambio d'abito) c'aveva già pensato lui, più di trecento anni fa. Basta cercare nello sterminato catalogo BWV, suggeriscono alessandrini e Gatti, i due barocchisti arditi e un po' burloni. Apre il Trio per organo BWV 583 qui in versione da camera d'autore, segue la Sonata BWV 1029 per violino e cembalo (che però nasce per la viola da gamba), poi la Sonata BWV 964 per cembalo (nata per violino solo). 

Poi la Partita BWV 1013 per violino solo che però è nata per il flauto traverso, poi la Sonata BWV 1028 per violino e cembalo nata per viola da gamba (ti pareva?), infine la rarissima Fuga BWV 1026 per violino e cembalo, a lungo ritenuta spuria. Insomma, è tutto un travestimento di organici e strumenti. Chi vincerà la scommessa? Avete dei dubbi? Noi no: Bach, vincerà sempre e solo Bach.

Intensa giornata di chiusura per Purtimiro Domenica 15 ottobre: alle ore 16 al Teatro Rossini prima e unica replica del “Dittico Buffo” formato dai due intermezzi Fidalba e Artabano di Ristori e Serpilla e Bacocco di Orlandini, con la regia di Walter Le Moli e la partecipazione dei cantanti Lavinia Bini, Daniela Pini e Filippo Morace, Alessandrini sul podio del Concerto Italiano.

Infine la sera di domenica 15 alle 20.30, sempre al Teatro Rossini, ecco il finale omaggio a Claudio Monteverdi (gigante barocco di cui Alessandrini è interprete di riferimento) con il concerto “Dalla Prima alla Seconda Pratica-Monteverdi 450”, preceduto dalla conferenza sul tema del musicologo Enrico Gramigna il giorno precedente, sabato 14 ottobre alle ore 18 alla Sala Baracca della Rocca Estense (l'ingresso alla conferenza è libero).

È infatti l'anno monteverdiano della nostra vita: 450 anni dalla sua nascita (1567). Ecco dunque un titolo un po' misterioso del concerto, “Dalla Prima alla Seconda Pratica”, che allude al passaggio dalla prima pratica compositiva (quella all'antica) alla seconda, quella più moderna, che privilegia la melodia all'armonia, prima però in ordine all'antica. È in parte l'oggetto della furibonda querelle che ai primi anni del Seicento contrappose il canonico Giovanni Maria Artusi, rappresentante dell'antica regola, al più audace Monteverdi. In una battuta: il vecchio contro il nuovo. Ma il programma altro non è che una ricca antologia dai primi otto libri di Madrigali. Il Concerto Italiano è diretto da Rinaldo Alessandrini.

"Perché Monteverdi riesce a risvegliare i nostri sensi al pari delle opere di Verdi, Bizet o Puccini?" si chiede Rinaldo Alessandrini nel suo libro “Monteverdiana” del 2006. “Monteverdi fu un vero rivoluzionario – risponde – : non inventò nuove forme in verità, ma le modificò in un modo mai visto prima, rendendole capaci di effetti inediti e fortemente coinvolgenti per l'ascoltatore”. E alla fine della sua lunga riflessione conclude: “Ma la musica di Monteverdi vuole essere scoperta e riscoperta, sfugge alle regole e incanta con l'imprevisto. Cercate di creare una particolare attitudine all'ascolto della sua musica, fatta allo stesso tempo di passività e vigile sensibilità: lasciatevi trafiggere dalle dissonanze, stordire dalla bellezza timbrica, vivete la passione. Monteverdi dà la possibilità alla vita di tutti quelli che lo ascoltano d'imitare l'arte e toccare con mano la bellezza”.

I biglietti per i concerti e le opere di Purtimiro vanno da 7 a 32 euro e sono in prevendita sul sito www.vivaticket.it o presso il botteghino del teatro, tel 0545 38542, info@teatrorossini.it / info@purtimiro.it

per l'Ufficio Stampa
Alberto Spano
alberto112@fastwebnet.it

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