martedì 3 ottobre 2017

I risultati degli scavi archeologici di Zagonara

Presentati  all’ex convento del Carmine di Lugo




si è svolto all’ex convento del Carmine di Lugo l’evento “Scavo del Castello di Zagonara” con la presentazione dei risultati della campagna di scavo archeologico del 2017.



L’iniziativa è stata introdotta dal professor Leardo Mascanzoni con, a seguire, la video proiezione del resoconto degli scavi archeologici in corso per la riscoperta del castello di Zagonara (video a cura di Storia e memoria della Bassa Romagna).

Lo scavo effettuato quest'anno aveva come obiettivo iniziale quello di valutare la consistenza del deposito archeologico del sito del castello di Zagonara, studiato a partire dal 2009, quando venne individuato nel corso di una campagna di ricognizione superficiale, nell'ambito di un progetto pluriennale di archeologia dei paesaggi del dipartimento di Storia culture civiltà dell'Università di Bologna. Il sito era già noto ma non era mai stato studiato in modo sistematico. A partire da agosto è stato oggetto di un'indagine a cui hanno partecipato una quindicina di archeologi dell'Università di Bologna, che hanno lavorato per più di un mese.

All'interno della chiesa sono emerse alcune sepolture privilegiate, attribuibili a personaggi di alto rango, forse i castellani del castello. Questi vennero sepolti da soli in tombe in muratura poste all'interno della navata centrale della chiesa di S. Andrea. All'esterno della chiesa invece sono emerse decine di sepolture, che solo in parte è stato possibile indagare, di individui adulti, ma anche adolescenti e bambini, che probabilmente facevano parte della comunità del villaggio di Zagonara. Il castello e la chiesa vennero distrutti nel corso del XV secolo, a partire dalla famosa battaglia di Zagonara del 1424, momento dal quale gli edifici si trasformarono in cave a cielo aperto. Per almeno due secoli, infatti, il materiale da costruzione di cui erano composti venne prelevato per essere reimpiegato in altri edifici.

Tra i reperti più interessanti che sono emersi nel corso dello scavo ci sono alcuni manufatti metallici, che facevano parte dell'abbigliamento militare, come speroni frammentari o borchie da vestiario, ma anche numerose monete dell'epoca e un frammento di croce in calcare scolpito, probabilmente parte della decorazione architettonica della chiesa più antica, databile all'anno Mille.

“Siamo estremamente soddisfatti delle scoperte portate alla luce con questi scavi, e ancora di più dell’entusiasta eco che questi studi hanno avuto tra i cittadini - ha dichiarato Anna Giulia Gallegati, assessora alla Cultura del Comune di Lugo -. Questa risposta dimostra la correttezza di vedute dell’Amministrazione comunale, che ha scelto di investire in questa ricerca e che continuerà a collaborare con l’Università anche per le prossime campagne di scavo”.

L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Lugo, dal progetto “Bassa Romandiola” del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell'Università di Bologna e dal Comitato per lo studio e la tutela dei beni storici del Comune di Lugo.



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