giovedì 12 ottobre 2017

La morte d'Abel di Caldara

Prima esecuzione moderna a Purtimiro

Sarà una “prima esecuzione in epoca moderna” quella di domani, venerdì 13 ottobre alle 20.30 al Teatro Rossini di Lugo per quello che a detta dei musicologi e dei primi interpreti coinvolti si tratta di un vero e proprio capolavoro ingiustamente sepolto nelle biblioteche da quasi tre secoli.
Stiamo parlando dell'Oratorio in due parti “La morte d'Abel” su testo di Pietro Metastasio, musica di Antonio Caldara. Questa importante riscoperta è il primo appuntamento dell'ultimo fine settimana del festival barocco Purtimiro, in scena al Teatro Rossini di Lugo dal 29 settembre al 15 ottobre, con la direzione musicale di Rinaldo Alessandrini.

“La morte d'Abel” risale a Vienna 1732 ed è uno dei sette oratori viennesi del grande drammaturgo e poeta 'cesareo' Pietro Metastasio, successivi a quelli di Apostolo Zeno. Il testo ricalca abbastanza fedelmente la vicenda biblica dei due fratelli, figli di Adamo ed Eva (Caino uccide Abele poiché Dio non aveva apprezzato i frutti della terra che gli aveva offerto), con una particolare messa a fuoco, piuttosto commovente, della figura della madre Eva. Nei bellissimi versi di Metastasio non sono presenti personaggi allegorici o presenze divine, ma l'autore segue i canoni aristotelici di tempo spazio e azione. “La morte d'Abel” conobbe molteplici “messe in musica”: oltre a Caldara anche quelle di Reutter, Leo, Piccinni e Morlacchi (1821).

Fra tutte spicca decisamente quella di Antonio Caldara (1670-1736), grande autore barocco, molto rivalutato dal pubblico e dalla musicologia, nato a Venezia e divenuto compositore di corte a Vienna, dove finì i suoi anni in gloria. Autore di opere, oratori, cantate sacre e profane e di musiche strumentali che hanno subito l'influenza di Arcangelo Corelli, Caldara dopo innumerevoli viaggi e alterne vicende riuscì a diventare il compositore prediletto dell'imperatore Carlo VI d'Austria, del quale era divenuto precettore musicale, fino a ottenere lauti stipendi che però non gli consentirono di morire nell'agiatezza a causa del vizio del gioco. Potente e severa è la sua musica, ricca di sapienza e di talento, tanto da influenzare l'opera di Bach e Telemann e porre le basi per il classicismo viennese. Ne sarà prova questo imponente oratorio “La morte d'Abel figura di quella del Nostro Redentore”, scritto a Vienna nel 1732 per (l'allora) giovane castrato Farinelli. Un autentico capolavoro a detta di Rinaldo Alessandrini, che lo studia da oltre un anno e che non vede l'ora di proporlo all'ascolto del pubblico, rilevando in esso pagine di grandissima bellezza, come l'aria di Abele “Quel buon pastore son io”, forse l'unica ad essere conosciuta finora grazie ad un'ormai storica registrazione di Cecilia Bartoli del 2009.

Per questa “prima mondiale in tempi moderni” gli interpreti saranno i cantanti Gaia Petron (Caino), Sonia Tadia (Abele), Monica Piccinini (Eva), Mauro Borgioni (Adamo), Alessandra Gardini (Angelo), il Concerto Italiano diretto da Rinaldo Alessandrini.

Il festival Purtimiro prosegue sabato 14 ottobre alle 20.30 col concerto “Crossdressing Bach” di Enrico Gatti (violino barocco) e Rinaldo Alessandrini (clavicembalo), poi gran finale con doppio appuntamento domenica 15 ottobre 2017: alle ore 16 prima e unica replica del “Dittico Buffo” di Ristori-Orlandini con la regia di Walter Le Moli, alle 20.30 l'omaggio a Claudio Monteverdi nel 450esimo anniversario della nascita col concerto antologico dai primi otto libri di madrigali “Dalla Prima alla Seconda Pratica-Monteverdi 450”. In scena il Concerto Italiano diretto da Rinaldo Alessandrini.

I biglietti per i concerti e le opere di Purtimiro vanno da 7 a 32 euro e sono in prevendita sul sito www.vivaticket.it o presso il botteghino del teatro, tel 0545 38542, info@teatrorossini.it / info@purtimiro.it

per l'Ufficio Stampa
Alberto Spano
alberto112@fastwebnet.it

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