martedì 3 ottobre 2017

Per una nuova legge urbanistica che parli di futuro

Riceviamo da Legambiente e pubblichiamo 


In Emilia Romagna serve una legge che garantisca una vera rigenerazione urbana e fermi il consumo di suolo: è la riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio la prospettiva su cui deve puntare l’Emilia Romagna.


Legambiente organizza per domani, mercoledì 4 Ottobre alle 20:30 alla sala delle Cappuccine a Bagncavallo un incontro pubblico per parlare della legge attualmente in corso di discussione in Regione, alla presenza di Sauro Turroni, ex Senatore e responsabile ambiente dei Verdi, e Lorenzo Mancini della direzione regionale di Legambiente.

Legambiente vuole aprire una vera discussione sul merito della Legge e dello scenario che si verrebbe ad aprire. Perché da un lato guarda troppo agli interessi delle imprese incapaci di cambiare modello imprenditoriale o insediative, dall’altro risulta talmente generico negli obiettivi di rigenerazione da non segnare una chiara discontinuità con un modo di costruire che ha generato in questi ultimi decenni brutte periferie, case e capannoni vuoti e un consumo di suolo con cifre impressionanti.

In Emilia Romagna il consumo di suolo ha trasformato dal 1975 in poi oltre 100.000 ettari di una pianura straordinariamente fertile. Con perdita di capacità di produrre cibo sufficiente a sfamare oltre 2 milioni di persone. Se si guarda alle coste il 60% del litorale è stato trasformato da palazzi alberghi e porti (da Ravenna a Rimini senza interruzioni), con un processo che non si è interrotto neanche negli ultimi decenni. Tanto che dall’approvazione della Legge Galasso, nel 1985, ad oggi oltre 7 chilometri di costa sono stati ulteriormente trasformati. Con rischi enormi da affrontare rispetto alla sicurezza idraulica.

Il modello di sviluppo edilizio di questi decenni ha generato un autentico paradosso con decine di migliaia di case vuote e migliaia di persone che non riescono invece ad avere accesso ad un'abitazione. E poi c’è un problema di qualità, perché quanto costruito, tra capannoni e palazzi senza una idea urbanistica o identità ha distrutto paesaggi creando non luoghi e con un modello che risponde a un’idea di mobilità incentrata sull’auto privata e sui camion che si ritrova in progetti di strade e autostrade che purtroppo ancora riempiono piani regionali, provinciali e comunali.

Serve per questo una chiara scelta di cambiamento rispetto al passato e che le buone dichiarazioni di principio siano veramente attuate nel testo della Legge.

L'ufficio stampa di Legambiente 348-3697503

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