giovedì 19 ottobre 2017

"Si può dare di più"

Il Vicario Apostolico di Aleppo in visita a Lugo 

Dopo anni di guerra tra le macerie e il dolore, ad Aleppo torna la speranza.

A parlarne a Lugo è stato padre Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo, in Collegiata dove dallo scorso anno è in corso il progetto "Aiutateci a casa nostra", con la volontà di dare un sostegno concreto alla popolazione siriana.

La migliore delle scelte possibili quella di aiutare a casa loro chi ha bisogno, perchè oltre a far pervenire un sostegno materiale e morale mira ad evitare il dramma dei viaggi e soprattutto il distacco dal dove si è nati e vissuti.

"Solo" 200 delle circa tremila famiglie lughesi hanno aderito al Progetto e la cifra raccolta è stata di "appena" 70mila euro,  concretizzata in una modalità estremamente intelligente, il versamento periodico di appena 20 euro al mese.

Facile conteggiare che se le famiglie fossero dieci volte di più, la cifra sarebbe stata di 700mila, di euro: non più solo una goccia dei bisogni indispensabili, minimi, ma dieci,
 di gocce.

L'esempio di un progetto simile, l'aiuto nel luogo dove la povertà colpisce in modo tremendo, quello dei favelados di Sao Bernardo, ci ha insegnato che è possibile fare molto di più.

Con i soldi raccolti sino ad ora si sono comprate medicine, pagate bollette, beni di prima necessità.

"i problemi sono tanti  - ha detto mons. Khazen - ricostruire quando attorno ci sono solo macerie e distruzione, non è semplice. Il lavoro non c'è, le case sono rase al suolo e mancano i giovani che possano ricostruire, molti di loro sono stati arruolati in guerra e sono morti oppure fuggiti per evitare di entrare nell'esercito. 

Restano gli anziani e tantissimi bambini che non sono figli di nessuno avendo perso i genitori o perchè figli di violenze. Molti di loro non hanno più nulla e non vanno a scuola. non avendo nessuno che si prenda cura di loro.".

Padre Georges si sta battendo in particolare per partire da lì, dare istruzione a questi bimbi.

"70 mila euro non faranno ripartire la Siria ma sapere che c'è qualcuno a tanta distanza che non dimentica, tende la mano e che nel suo piccolo fa qualcosa  è certamente il modo migliore perchè la speranza non si spenga".

Il Progetto San Bernardo ha avuto il suo punto di forza nel rapporto diretto, di conoscenza, con chi operava nelle favelas, è normale, giusto, sia così.

Dunque contattando don Leo si può dare di più.... 

Arrigo Antonellini  

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