venerdì 10 novembre 2017

Ascom Arte 2017/2018

Al Palazzo del Commercio


Si inaugura Domenica 19 Novembre alle ore 17, presso il Palazzo del Commercio, Via Acquacalda n° 29, “Percorsi di Luce”, mostra personale dell’artista bolognese Donatella Schilirò.

La mostra, presentata da Alberto Gross, noto critico d’arte, è una raccolta di opere dell’artista, alcune della quali presentate per la prima volta al pubblico.

“Esiste una corrispondenza biunivoca, una contrapposizione speculare tra il “mondo” e la sua immagine discorsiva, un suo proprio correlato simbolico che ne costituisca il doppio ideale e visivo assieme - scrive Alberto Gross nel testo che accompagna il catalogo dedicato alla mostra -.

Il linguaggio che unisce tali realtà – tanto più distanti quanto simili e sovrapponibili – sarà verosimilmente segnico, icastico, costituito da immagini dialettiche capaci di praticare una sorta di visiva scienza della natura.

I percorsi di luce di Donatella Schilirò paiono intrecciarsi come sottolineature poetiche di un immanente ordine universale, dal quale potere ipotizzare scaturigine, sviluppo e trasformazione. La memoria di un futuro antico è alla base di un'arte che pone la luce non come tramite, come mezzo narrativo, ma come soggetto in grado di dimensionare gli spazi, calibrando ritmo, tempo e musicalità dell'opera.

La mitologia classica ricorda che al principio di tutto era Voragine, dai Greci chiamata Chaos, vuoto oscuro senza fine, vertigine, punto di caduta che fagocita sé stesso nell'unica notte indistinta, cieca, sconfinata. Da queste viscere indistinte nasce Gaia, la Terra Madre che alla confusione delle tenebre oppone stabilità e compattezza: pavimento sicuro che ne costituisce il doppio riflesso, ontologicamente simile e distante ad un tempo.

Da Gaia scaturisce ancora Urano, il Cielo, disteso e aderente in ogni sua parte sopra colei che lo ha generato. Sarà solo quando Gaia deciderà di ribellarsi alla violenza cieca di Urano che l'universo acquisterà i cicli naturali che conosciamo. Il Cielo si distaccherà dalla Terra creando lo spazio in cui si inseriranno le forme, la luce, l'alternarsi di giorno e notte, i ritmi del tempo ciclico, cronologico ed immanente.

Il lavoro di Schilirò ripercorre idealmente gli episodi fondanti la genesi mitologica dell'universo praticandone la simbologia dei suoi elementi principali: la forza del fuoco, la stabilità della terra, il soffio vitale dell'aria e la liquidità sinuosa dell'acqua, quadruplice radice di tutte le cose a cui si aggiunge la luce, sviluppo e trasformazione della quintessenza eterea aristotelica, principio e metro di ogni idea di spazio e tempo.

Una delle opere presenti in mostra pare quasi ripercorrere la nascita della luce come segno simbolico dimensionante il rapporto tra realtà e corrispettiva trasposizione in immagine scenica: nella sua visione “diurna” mostra un intrico di segni e linee, una mappa stradale piatta sulla quale si sovrappone – in una visione “notturna” dell'opera – un cielo impenetrabile picchiettato di stelle come punte di spillo. 

La luce che nasce dall'interno del quadro a poco a poco si trasforma e si stabilizza virando su diverse scale cromatiche che segnano il variare del tempo all'interno di uno spazio mutevole, come mutevole è la percezione dell'osservatore. Il cuore dell'opera è Chaos, la superficie è Gaia, poi Urano, infine Cronos, anima, sostanza e numero, per dirla con Nietzsche.

Altre opere stanno quasi a sottolineare tale pienezza o ciclicità universale: graffi luminosi, fenditure come cretti periferici lasciano intravedere il ribollire magmatico della materia nel suo imbuto di caduta senza fine, oppure percorrono più placidamente un loro orizzonte che delimita il confine di ciò che confini non mantiene.

La trasformazione della luce – a livello qualitativo, cromatico e quantitativo – è essa stessa costruttrice di mondi dai percorsi spiraliformi, volute che si incontrano e si intersecano disegnando universi in cui il tempo sia costantemente differente e continuato, praticato nell'istante presente di impercettibili discrasie dei molti soli dell'abisso.

Il movimento è fluido e sincopato ad un tempo, paradosso visivo di immagini che procedono a stasimi, capitolazioni luminose in cui lo spirito brilla con la necessità della folgore, con la vetusta occorrenza della verità.”

L'iniziativa è promossa da Confcommercio Ascom Lugo e Banca di Credito Cooperativo con il Patrocinio del Comune di Lugo e fa parte del percorso AscomArte.

La mostra sarà visitabile da Domenica 19 novembre fino a Domenica 17 Dicembre 2017, con i seguenti orari: martedì e giovedì 15.00-18.00, sabato e festivi 15.30 - 18.00 Informazioni www.ascomlugo.it. Tel.0545.30111. Ingresso libero.

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