giovedì 30 novembre 2017

Falsi messaggi online

Anche la Polizia Postale nel mirino delle bufale della rete


La rete si conferma sempre più il luogo ideale delle bufale dove le bugie regnano sovrane e ad essere colpiti sono spesso i soggetti istituzionali che sono in prima linea a combatterle. 


Tra questi, su tutti, vi è la Polizia Postale i cui addetti lavorano incessantemente per tutelare cittadini e aziende dai rischi e dai reati che vengono perpetrati ogni istante e che sono in crescita quotidiana. 

Ad essere nel mirino dei falsi messaggi online è proprio la Polizia Postale, che con un post pubblicato sulla pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” ha invitato a prestare attenzione ad un messaggio “bufala” che con il solito italiano stentato sta girando tramite gli account di messaggistica istantanea e che sollecita a condividerlo anche ai nostri contatti. 

Ovviamente si tratta di un falso, tanto che sul post in questione è stato esplicitamente ricordato: “FALSI MESSAGGI. Non dare seguito a questi messaggi falsi condividendoli con altri. 

La Polizia Postale dialoga esclusivamente attraverso i canali ufficiali.”. Ovviamente il miglior modo per evitare di cadere in quest’ennesima falsa “Catena di Sant’Antonio” è quello di non condividere questi messaggi che non portano a nulla, se non solo confusione nel mistificare il prezioso lavoro delle istituzioni e nello specifico quello della Polizia di Stato.

Ancora è stata pubblicato dalla Polizia di Stato tramite un post sulla pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” l’invito a prestare attenzione ad uno dei messaggi che può pervenire sulle nostre caselle di posta elettronica riguardo alla consegna di un fantomatico pacco dietro il pagamento di una tassa di assicurazione. 

Questo il testo dell’allerta della Polizia Postale: “PACCO CON SORPRESA. Questo tipo di truffa, leggermente più evoluta di quella del “pacco”, vi chiede un pagamento anticipato di una fantomatica tassa di assicurazione. 

Diffidate.”. Il modo migliore per difendersi è  sempre quello di non rispondere mai a questi messaggi e quindi di non cliccare sui link cui solitamente conducono o rispondere alle richieste di pagamento o di dati bancari o sensibili. 

Il problema però è sempre lo stesso: molti utenti della rete continuano a cascarci perché troppo spesso non si riflette e si agisce d’istinto dando seguito alle allettanti proposte di ricezione di un bene o alla convinzione che sia proprio il pacco che stiamo tanto aspettando. 

Bisogna, quindi, solo prestare più attenzione e accertarsi sempre della provenienza del messaggio anche perché gli spedizionieri non utilizzano mai questo tipo di procedure.

Gli hacker e i truffatori telematici non scherzano più. 


Lo “Sportello dei Diritti”, che fra le sue molteplici attività informa e tutela gli utenti della rete da truffe e reati informatici, invita a prestare la massima attenzione a false email che simulano comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate e che in realtà nascondono dietro ad un finto modello F24 allegato un pericoloso virus informatico variante evolutiva del noto malware Zeus/Panda. 

Una volta aperto involontariamente l’allegato, il virus s’installa nel sistema della vittima e può carpire preziosi dati personali, come le credenziali di accesso a servizi bancari e le password di caselle di posta elettronica, anche certificata.

Da un punto di vista tecnico, il malware agirebbe consentendo ai malfattori di assumere “a distanza”, ed all’insaputa della vittima, il controllo della macchina infettata, dalla quale i dati vengono carpiti e successivamente trasmessi, e che viene a sua volta utilizzata per infettare altri dispositivi.

Secondo quanto riportato da un post sulla pagina Facebook della Polizia Postale “Commissariato di PS On Line – Italia” che ha lanciato l’allerta, “le attività di analisi informatica condotte dalla polizia sono state rese possibili attraverso una sofisticata tecnica di “reindirizzamento” del traffico malevolo, generato dai computer infetti e diretto verso i centri di controllo predisposti dagli autori del reato. 

Ciò è stato reso possibile grazie alla creazione di un’infrastruttura di rete, appositamente creata in tempi rapidissimi con la collaborazione della società italiana di sicurezza informatica TS Way”. 

Insomma, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si tratta di una delle frodi informatiche meglio organizzate degli ultimi tempi e che quindi richiede la massima attenzione da parte di tutti gli utenti di internet o che comunque sono connessi attraverso dispositivi che consentono l’accesso alla rete. 

L’invito è quindi quello di cestinare immediatamente questo tipo di messaggi ricevuti sulla posta elettronica e quindi di non aprire in alcun modo gli allegati contenuti. 

Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

Giovanni D'Agata
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