giovedì 16 novembre 2017

Il turismo lento

La Via Dante tra i "Cammini d'Italia"

Trekking con il Circolo La Ginestra di Crepsino del Lamone
I cammini d'Italia, è nato il nuovo portale di percorsi e vie pensato come una rete di mobilità slow. 

“C’era l’esigenza di organizzare e mettere a sistema una vera rete degli itinerari storico culturali che stanno avendo una crescita importante ma disorganica”, spiega il ministro Franceschini. "I nostri cammini non hanno nulla da invidiare al Cammino di Santiago".

Un popolo di santi, poeti e… camminatori.  Chi parla di nuovo fenomeno sbaglia: siamo da sempre amanti del viaggio a piedi, c’è chi ha stimato in oltre 200 mila i viandanti del nostro Paese in movimento sui vari tracciati europei. 


La novità – piuttosto – è nella scoperta dei cammini italiani, di itinerari della Penisola che negli ultimi anni vengono riproposti dalle comunità locali e percorsi da migliaia di pellegrini.

“Fino a pochi anni fa l’unico cammino di pellegrinaggio noto e promosso in Italia era la Via Francigena”, spiega Dario Franceschini.

“Molti altri percorsi si sono oggi affermati senza però un coordinamento e una promozione nazionale”.

Per fare ordine in questo variegato (e un po’ confuso) mondo del viaggio a piedi e del turismo lento, il Mibact ha decretato il 2016 Anno dei Cammini (“un successo per il settore, con una crescita dei flussi che negli itinerari più conosciuti ha toccato il 50%”), mentre in questa fine del 2017 presenta l’Atlante Digitale dei Cammini d’Italia, un contenitore online di percorsi e vie pensato come una rete di mobilità slow. 

“Abbiamo elaborato- informa il Ministro - in sintonia con gli Enti Locali i criteri per ammettere nell’Atlante i singoli itinerari proposti dalle Regioni stesse”. 

Dei 113 itinerari sottoposti al vaglio del Comitato Cammini, solo 41 sono stati ritenuti idonei, tra cui il Cammino di Dante da Firenze a Ravenna.

"L'Atlante è uno strumento utile a tutti quei viaggiatori, italiani e non, curiosi, formati e rispettosi del contesto in cui soggiornano che desiderano vivere un’autentica esperienza nel nostro Paese, immergendosi in quel patrimonio diffuso fatto di arte, buon cibo, paesaggio e spiritualità che costituisce il carattere originale dell’Italia”, dice Franceschini.

“I nostri itinerari non hanno nulla da invidiare al Cammino di Santiago. Il nostro Paese, rispetto ai più celebrati percorsi europei, è più attrattivo per la varietà del paesaggio storico-culturale e naturalistico. La motivazione religiosa e spirituale rimane importante, ma quel mix di piccoli borghi, panorami mozzafiato e l’immenso patrimonio monumentale e archeologico diffuso rende l’Italia unica ed è per questo che dopo l’Anno dei Cammini ho voluto dedicare il 2017 ai piccoli borghi per dare continuità a una politica di valorizzazione di questa straordinaria bellezza diffusa”. 

Il 2018 sarà invece l'anno del turismo lento.

L’esempio spagnolo ci dice che questo tipo di proposta rappresenta anche un’opportunità di rilancio per zone tagliate fuori dai grandi flussi turistici. “Anche da noi territori fino a poco tempo fa poco frequentati sono rinati grazie a questo fenomeno: borghi quasi dimenticati vivono il rilancio di una micro-economia diffusa che sta portando all’apertura di piccoli B&B, ostelli o all’integrazione con flussi destagionalizzati in strutture più classiche come piccoli alberghi o agriturismi”.

Di solito un itinerario da percorrere a piedi nasce dall’iniziativa (e dalla “visione”) di singoli o di piccole associazioni che operano sul territorio. 


In cammino da Crespino del Lamone al monumentale castagneto di Pigara, Domenica prossima 19 novembre con il Circolo La Ginestra di Crespino del Lamone.

Info   arrian@tin.it       333 8931093

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