sabato 11 novembre 2017

Immagini di sport lughese di "qualche" anno fa

Il ciclismo negli anni '60 e '70 (prima parte)
di Ivan Rossi


Il ciclismo negli anni sessanta si conferma la seconda disciplina più praticata nel nostro territorio, dopo il calcio. 


Un movimento che mette in luce ottimi elementi, alcuni dei quali con risultati significativi anche nelle massime categorie, tra questi il santagatese Giovanni Cavalcanti, vincitore anche di una prestigiosa tappa al Tour de l'Avenir sulla leggendaria salita del Puy de Dôme. Passato al professionismo vanta tre presenze ai mondiali con la nazionale azzurra dei professionisti.

Tra i vari protagonisti del decennio, da citare Glauco Savini capace di giungere primo per 41 volte al traguardo nelle categorie Allievi e Dilettanti con le squadre Baracca, Massese e Rinascita Ravenna; Giorgio Camanzi (poi tra i dilettanti alla Vital Fusignano e Rinascita Ravenna) e Claudio Barbieri che sarà ottimo dilettante con la Rinascita.

C’è poi la nutritissima pattuglia di San Bernardino, vera e propria fucina di corridori dal dopoguerra in poi. Ne elenchiamo alcuni: Orazio Berti (detto Nani, con alcune vittorie tra i dilettanti), Cesare Mondini, Teseo Pirazzini, Vincenzo Ricci e Giancarlo Ferretti sulla cui carriera rimandiamo ad un prossimo numero de "Il Pavaglione". Da ricordare anche Attilio Traversari, buon dilettante prima al Pedale Fusignanese poi alla Rinascita Ravenna con la quale ottenne cinque vittorie.

A Voltana si fa notare Achille Dalborgo, specialista delle competizioni su pista in forza al Pedale Fusignanese, che nel 1961 giunse secondo ai campionati italiani di Roma nella gara di velocità categoria Allievi.

Una menzione particolare la meritano anche le gare di ciclocross, tra le quali il Circuito dei due fiumi di Villa San Martino, dove ebbero modo di mettersi in grande evidenza gli specialisti Michele Potenza e Demetrio Zani ambedue in forza al Pedale Fusignanese.






Nel 1962, alla presidenza della Ciclistica Baracca, sale un ex corridore e il più attivo fra i dirigenti, Lorenzo Berardi. Durante il suo lungo mandato che manterrà per ben trentasette anni, fino al giorno della sua scomparsa avvenuta nel 1998, oltre ad occuparsi del settore giovanile, sarà il principale protagonista nell’organizzazione del Giro della Romagna. 

Sulla scia della tradizione, non senza difficoltà soprattutto di carattere economico, il Giro di Romagna per professionisti continuerà ad attrarre tanti campioni del nostro ciclismo. Tra i vincitori nel periodo anni ’60 e ’70, meritano una menzione: l’imolese Diego Ronchini, Bruno Mealli (due vittorie), Adriano Durante, Dino Zandegù (2 vittorie), Gianni Motta, Davide Boifava, Franco Bitossi e Felice Gimondi. 

Nel 1968 al Giro della Romagna, prova unica del campionato italiano, Gimondi si presentò al traguardo di Via Mentana con oltre cinque minuti di vantaggio sul gruppo. 

Un campione che ha sempre avuto grandi amici nel lughese, tra i quali il fido gregario Giancarlo Ferretti. 

Fu suo gregario anche Battista Babini, nato a Bagnara e lughese d’adozione, che la sorte volle dovesse rinunciare alla partecipazione del Tour de France del 1965, la Salvarani inviò al suo posto proprio Gimondi (già terzo al Giro d’Italia vinto dal compagno di squadra Vittorio Adorni) e, a sorpresa, l’atleta bergamasco trionfò nella grande corsa a tappe d’oltralpe. Babini da professionista vanta, tra l’altro, una vittoria nella Sassari Cagliari e il 2° posto al Trofeo Baracchi in coppia con Fornoni.





Pagine tratte da
"100" - 1909/2009 UN SECOLO DI SPORT A LUGO. 1914/2014 LUGO NEL GIRO D'ITALIA 

Ivan Rossi

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