martedì 21 novembre 2017

Patto trasporto pubblico

Per il triennio 2018-2010
di Gianfranco Spadoni

E’ in fase di approvazione finale il Patto del trasporto pubblico valido per il triennio 2018-2020 in cui sono coinvolti, oltre alla regione , la città metropolitana di Bologna, tutti i Comuni e le agenzie per la mobilità.


Si tratta di un articolato con obiettivi ambiziosi ma fondamentalmente giusti basati da una parte sul presupposto di attuare una serie di misure volte al risanamento della qualità dell’aria al fine di ridurre i livelli degli inquinanti sui territori, dall’altra ha come finalità quella di migliorare e potenziare i servizi in una logica di incentivazione della mobilità pubblica. 

Da queste scelte strategiche per il triennio 2018-2020 non certo nuove ma sicuramente imprescindibili, nel Patto in questione si declina tutta una serie di monitoraggi, analisi, messa in campo di strumenti di pianificazione e proposte di intervento tese ad individuare soluzioni migliorative per incrementare l’ attrattività dei servizi anche attraverso il miglioramento del rapporto ricavi – costi. 

In particolare per il raggiungimento degli obiettivi riguardanti la qualità dell’aria sono definiti i seguenti parametri: vale a dire aumentare del 10% i passeggeri trasportati su gomma, aumentare del 20% quelli che viaggiano su ferro oltre ad un incremento in grado di raggiungere il 20% di quelli totali per spostamenti in bicicletta. 

Invece sul secondo filone riguardante le azioni volte a soddisfare la domanda di mobilità nelle aree urbane, prima di tutto si punta sul rinnovo del parco veicolare a basso impatto, sul miglioramento della velocità dei mezzi, sulla realizzazione di corsie preferenziali e ‘semafori intelligenti’, e sulla riqualificazione e l’accessibilità delle fermate con zone di interscambio ferro-gomma-bici-parcheggi per facilitare, appunto, l’intermodalità.

Ravenna, dunque, è chiamata a sottoscrivere questo Patto, ma, soprattutto, a dare attuazione alle linee politico programmatiche in esso contenute per migliorare il proprio servizio di trasporto pubblico, ma anche per incrementare l’offerta dei treni regionali della tratta Bologna – Ravenna e di quelli al servizio delle località minori.

In ultima analisi, il forte limite di questi protocolli d’intesa non sta nei contenuti e negli obiettivi – in larga parte giusti e condivisibili, - ma soprattutto sulla difficile attuazione delle linee d’indirizzo stesse. In altre parole, il timore resta quello di avere di fronte un ottimo e articolato documento programmatico pieno di buoni propositi che finiscono, spesso, per non essere attuati e rubricati, quindi, come un interessante libro ricco di buone intenzioni.

Gianfranco Spadoni
Consigliere provinciale ”Civici” Ravenna

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