lunedì 27 novembre 2017

Potenza di Euripide

Ma i due bimbi?
di Arrigo Antonellini


Beh non sarà per caso che dopo 2.500 anni si vada a teatro a confrontarsi con ciò fu scritto allora.





Si va a cicli sui grandi, ha detto sabato Franco Branciaroli, nella nascita e produzione dei grandi e che non viviamo certo anni di uno di questi cicli non ci sono dubbi, facile prevedere che tra duemila anni non ci sarà traccia della produzione degli anni in cui viviamo. Ben venga quindi che nel cartellone ci sia Medea.

Un testo davvero incomprensibile per noi, come appunto diceva Branciaroli, troppo forti quelle emozioni, quelle sensazioni, quelle decisioni, per la nostra "bassa" cultura, non ne abbiamo le chiavi di lettura.

"Non possono prendersi gioco di me", "Non possono prendermi per il cul....", "Deve soffrire, non importa quanto ne soffra io", "La gioia, la vittoria, nel vederlo soffrire"......troppo poco per negare la vita ai figli che si adorano.  

A proposito dei figli, viene spontaneo chiedersi l'effetto su quelle due creature della loro partecipazione allo spettacolo, a me mi viene in mente, da direttore di un quotidiano, la liberatoria necessaria per la semplice pubblicazione di una foto...

Arrigo Antonellini 

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