martedì 14 novembre 2017

Provincia di Ravenna un'area vasta romagnola che non decolla

Riceviamo e pubblichiamo
Di Gianfranco Spadoni

Rispetto alle poche funzioni rimaste in capo alla Provincia, sin dal suo iniziale insediamento era fermamente proclamato l’obiettivo prioritario,- peraltro condiviso dagli omologhi enti romagnoli - di raggiungere una forte intesa con le altre amministrazioni provinciali.



Intesa finalizzata a dare corpo all’ambito ottimale del nuovo organismo di area vasta destinato a subentrare al classico ente istituzionale locale con oltre 150 di storia. Al nuovo soggetto si chiedeva un migliore e più razionale, oltre che meno costoso, governo del territorio, nel pieno rispetto delle esigenze espresse dalle singole realtà, da quelle più piccole a quelle con peso demografico maggiore, tutte da porre al centro del confronto politico–programmatico.

Obiettivo tra l’altro pienamente condiviso dalla stessa Regione la quale aveva individuato appunto l’area vasta interprovinciale nelle proprie linee d’indirizzo per l’ esercizio in forma associata delle principali funzioni. In questo quadro da subito vi è stata la consapevolezza che il fragile nesso tra l’esercizio impegnativo delle funzioni e le scarse risorse occorrenti poteva compromettere il mantenimento del livello dei servizi.

E questo si è puntualmente verificato, fatta eccezione dei lavori di manutenzione nelle scuole e nella rete stradale, non vi sono le necessarie risorse per interventi strutturali. La Legge Delrio, infatti, non ha previsto l’abolizione totale delle province, ma una sostituzione con nuovi enti che, come si diceva, continua, a occuparsi con grosso affanno di edilizia scolastica e di strade, in una situazione molto incerta e confusa.

Questo primo mandato biennale avrebbe dovuto rappresentare un’ottima e singolare occasione di confronto e di collaborazione per creare le basi di un nuovo ente di secondo grado di area vasta, con contenuti gestionali e programmatici condivisi dai vari territori. In questa incredibile situazione stagnante ci viene in soccorso il romanzo Il Gattopardo con la celebre frase di Tancredi Falconeri: “ Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

Gianfranco Spadoni
consigliere provinciale “Civici” Ravenna

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