lunedì 6 novembre 2017

Quasi un milione di posti di lavoro in più

Riceviamo da Matteo Renzi e pubblichiamo

Sono rientrato da una bellissima iniziativa a Chicago, voluta da Barack Obama per coinvolgere e motivare una nuova generazione di donne e uomini che si impegnino nella cosa pubblica. 


Contro l'egoismo, contro la superficialità, contro la solitudine del cittadino globale la Fondazione Obama lavora per creare una rete mondiale di ragazze e ragazzi che si impegnino, che si mettano in gioco.

Mi sembra un progetto bellissimo per umanizzare la globalizzazione e per essere cittadini, non solo numeri o carne per algoritmi. 

Tanto per cambiare sono stato criticato dai nostri oppositori storici, Salvini e Cinque Stelle: qui la mia risposta. La morale è semplice: nessun Paese può farcela da solo. Dobbiamo costruire una classe dirigente capace di affrontare insieme le sfide globali. Partecipare a questi eventi costa fatica e tempo, ma non è tempo perso: stiamo seminando per la prossima generazione di leader. E un politico serio deve pensare anche alle prossime generazioni, non solo alle prossime elezioni.

Mi limito intanto a condividere con voi solo alcuni spunti.

I Posti di lavoro. I nuovi dati Istat mostrano un ulteriore aumento rispetto al primo giorno del nostro governo (febbraio 2014): siamo a più 986.000 posti di lavoro, di cui il 60% a tempo indeterminato. 

II Commissione Inchiesta Banche. I posti di lavoro sarebbero stati di pù se le banche avessero lavorato meglio. E invece qualcosa non ha funzionato.

Ora che la polemica sul rinnovo del Governatore si è placata, spero sia finalmente chiaro a tutti il senso della posizione del PD sulle banche. Perché noi su questa partita facciamo sul serio, senza incertezze, fino in fondo. Non accetteremo che la verità su questa pagina sia scritta dalle fake news.

Noi diciamo che troppe cose non hanno funzionato, e già ieri, nell'audizione di Banca d'Italia e Consob a proposito delle banche popolari venete, è emerso con chiarezza - almeno nella parte della discussione pubblica - che il sistema tecnico di vigilanza e controlli non sempre è stato all'altezza.

I manager e i banchieri che hanno sbagliato devono pagare, principio sacrosanto. Ma se vogliamo che qualcosa cambi davvero le alte burocrazie di questo Paese devono smettere di buttare la croce addosso ai politici di turno e assumersi anche loro le proprie responsabilità. Chi ha sbagliato, paghi: non è populismo, è giustizia.

Sicilia. Le elezioni di domenica in Sicilia sono importanti soprattutto per il futuro di questa meravigliosa e difficile isola. Abbiamo investito molto in questa terra e chi governerà i prossimi cinque anni potrà gestirli al meglio. Dunque che vinca il miglior candidato e la migliore squadra.

Confronto con Di Maio. Chi invece sta giocando tutte le proprie carte sul considerare la Sicilia test nazionale è il Movimento Cinque Stelle che ha nell'isola la principale roccaforte e deve dimostrare di saper governare un territorio dopo le esperienze davvero difficili di Roma e, ormai è sempre più evidente, anche di Torino. Luigi di Maio, candidato premier grillino, si sente la vittoria in tasca e allora ha pensato bene di rilanciare la sfida sul nazionale, proponendomi un faccia a faccia televisivo. 

Io ho accettato perché ormai siamo in campagna elettorale e comunque il Movimento Cinque Stelle è sul proporzionale il nostro principale competitor. Il confronto sarà martedì sera, in prima serata. Noi preferiamo la Rai che è la Tv di tutti e che ha perfino messo a disposizione la prima serata di Rai1. 

Martedì 7 novembre, in prima serata, l'ufficio stampa del Movimento 5 Stelle ci farà sapere dove. Ovviamente quando avranno deciso chi è il loro front runner sono pronto ad accettare il dibattito anche con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi: ci facciano sapere chi viene dei due e organizziamo. E se non si trovano d'accordo, e vogliono venire tutti e due, io sono disponibile anche ad un confronto a quattro.

Un sorriso, Matteo

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