venerdì 3 novembre 2017

Recuperare il tempo perso per il porto di Ravenna

Il tempo perso per "superficiali" esposti
Di Gianfranco Spadoni e nota di Arrigo Antonellini



Dopo la lunga querelle fra le istituzioni locali e l’ Autorità portuale con consistenti perdite di tempo dovute a schermaglie, diatribe e, soprattutto, ad una debole capacità progettuale ed esecutiva, la situazione del nostro porto prefigurava un grave rischio di immobilismo. 






Una serie di circostanze che rischiavano fortemente di perdere di mira l’obiettivo prioritario imprescindibile che è quello dell’approfondimento dei fondali, con il pericolo di mettere in gioco lo sviluppo e la competitività dello scalo ravennate. 

Con la nomina del nuovo presidente dell’Autorità portuale Daniele Rossi, si è letteralmente voltato pagina e ora con la prima trance riguardante l’approfondimento dei fondali a 12 metri e mezzo, s’ intravvede, seppure ancora all’orizzonte, qualche spiraglio positivo. 

Obiettivo che non potrà rinunciare a tutta una serie di altri interventi di natura infrastrutturale specie sul piano della logistica e del retroporto. 

Oltre alle buone competenze del nuovo presidente si colgono anche una positiva coesione e un’unità d’intenti finalizzati a recuperare il tempo perduto da una buona parte di soggetti pubblici e privati. 

Insomma lo scalo ravennate emiliano - romagnolo con l’approfondimento dei fondali e la necessaria dotazione di impianti di trattamento dei fanghi dell’escavo unitamente ad un’adeguata piattaforma logistica, dovrebbe recuperare competitività rispetto ad altri porti come quello, ad esempio, di La Spezia e di Trieste. 

Ma oltre alle citate finalità vanno realizzati nuovi scali merci su rotaia per sgravare l’inadeguata viabilità stradale in un quadro organico di collegamenti con le principali direttrici.

La posta in gioco è molto alta ma si rischia davvero che lo scalo ravennate con la sua particolare conformazione, navigabilità e facilità d’ accesso perda attrazione e competitività in favore di altri porti già ben attrezzati.

Gianfranco Spadoni
Consigliere Civici Provincia di Ravenna


E quanto è stato il tempo perso, come ha ben sottolineato l'ex sindaco di Ravenna, Mercatali, per esposti presentati con troppo grande superficialità, con tecnici sbattuti in prima pagina per accuse prive di "fatti, condotte, circostanze o indizi di cui non sussiste alcuna traccia" e quindi ovviamente prosciolti con la formula più ampia.
Ancora Mercatali ha giustamente evidenziato come tali "superficiali" esposti abbiano prodotto ritardi e quindi gravi danni per quello sviluppo del porto per cui i dirigenti avevano attivamente sempre lavorato, oltre ad arrecare loro danni morali e materiali non resarciti.

ana   

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