mercoledì 15 novembre 2017

Rifondare il calcio

Riceviamo da Mattero Renzi e pubblichiamo

La Nazionale di calcio per la prima volta in 60 anni non si qualifica per i Mondiali. 


I problemi del mondo sono altri, per carità. Ma dispiace vedere dei bambini e dei ragazzini in lacrime perché per tutti noi, che amiamo rincorrere una palla fin dai tempi in cui si giocava in piazza e si gridava "macchina" quando passava qualche auto, il mondiale è sempre qualcosa di magico. 

E io capisco le lacrime di quei ragazzini. Ci sono altri leader politici che si sono buttati come sciacalli su questa vicenda a cominciare da Salvini che ha dato la colpa all'immigrazione. 

Chi conosce il calcio sa che gli argomenti di Salvini sono ridicoli: gli stranieri stanno in Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, ovunque e ancora molti di noi hanno nella mente l'immagine della Francia multietnica campione del mondo nel 1998. 

Ma indipendentemente da questo credo che la sconfitta per alcuni aspetti purtroppo "storica" imponga a tutto il movimento calcistico una riflessione, in primis al Presidente Tavecchio e al CT Ventura. 

Il calcio in Italia è un'emozione fantastica ma mai come in questo momento ha la necessità di essere totalmente rifondato, a cominciare da come stiamo in tribuna nelle partite giovanili noi genitori fino ai diritti televisivi e alla promozione del calcio italiano all'estero. 

Non partecipare al Mondiale di Russia è una sberla enorme. Facciamo sì che aiuti tutti a cambiare radicalmente, da subito. 

Ripartiamo dai volontari dei settori giovanili e da chi crede nella magia di questo sport. 

Intanto però un pensiero a chi ci ha messo la faccia anche ieri come ha fatto sempre negli ultimi vent'anni e che ieri ha chiuso con la Nazionale: Gigi Buffon. Anche nella disfatta si vede chi è un uomo vero. Grazie Capitano, ciao Gigi.

Il PD intanto ha chiuso una direzione nazionale senza litigare al proprio interno e questo fatto costituisce una sorpresa persino per molti di noi. 

La sintesi è che vogliamo parlare dei problemi concreti degli italiani. In questi anni abbiamo fatto molto, la vera sfida oggi è il futuro, senza abiure e senza veti. Su questo siamo concentrati e su questo chiameremo a impegnarsi le energie migliori del Paese come per esempio Paolo Siani in prima fila a Napoli nella lotta alla povertà educativa e minorile (qui una sua intervista a repubblica di oggi). E su questo siamo pronti a fare un'alleanza larga senza mettere veti, senza personalismi. 

Ma parliamo dell'Italia, vi prego. Mettiamo al centro i bisogni della gente, senza tatticismi politici. Noi lo faremo.

Pensierino della sera. Per anni ho detto che l'Italia sarebbe ripartita a condizione di fare le riforme e smetterla con la rassegnazione. All'inizio della legislatura il PIL era a meno 2, adesso sfiora più 2  (il coraggio paga). 

Non ci credevano in tanti, mi davano del folle ottimista. Ma il tempo è un signore distratto che prima o poi ristabilisce la verità. Con la stessa forza con cui dicevo che saremmo ripartiti, dico adesso che il meglio deve ancora venire. 

Che il milione di posti di lavoro è solo l'inizio. Che l'Italia può guidare il rilancio dell'Europa. 

A condizione che facciamo le cose serie, senza inseguire venditori di fumo e profeti dell'assistenzialismo. Questa, cari amici, è la ragione per la quale non molliamo. Possono attaccarci, insultarci, offenderci: noi pensiamo al bene dell'Italia. Un sorriso e avanti, avanti insieme

Matteo

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