giovedì 16 novembre 2017

Serate archeologiche al Carmine

Tre appuntamenti il 17 e 30 novembre e il 14 dicembre

Sono in partenza le “Serate archeologiche al Carmine”, un ciclo di tre incontri aperti al pubblico in cui si affronteranno varie tematiche legate alla ricerca archeologica, che avranno come filo conduttore il particolare legame degli argomenti trattati con il territorio bassoromagnolo.
Gli incontri si terranno a Lugo nell’aula magna dell’ex convento del Carmine, in piazza Trisi 4, e inizieranno alle 21.

Il primo appuntamento è domani, venerdì 17 novembre. 

L’archeologa Michela De Felicibus illustrerà i reperti medievali rinvenuti durante lo scavo del castello di Zagonara e le ricognizioni di superficie dell'Università di Bologna. 

A partire dal 2009, l’Università di Bologna e il centro studi sulla Romandiola, in collaborazione con la Soprintendenza, hanno dato il via al progetto “Bassa Romandiola”, con lo scopo di ricostruire l’evoluzione storica del popolamento rurale. 

Attualmente il progetto conta la realizzazione di quattro indagini di superficie e uno scavo archeologico nel Castello di Zagonara. I tanti reperti rinvenuti nel corso di queste indagini presentano un arco cronologico molto ampio: da manufatti tardo antichi fino alla ceramica moderno-contemporanea.

Michela De Felicibus si è laureata presso l’Università di Bologna in Beni culturali. Successivamente ha conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche. Con l’Università di Bologna ha partecipato in diverse occasioni agli scavi archeologici presso la Basilica di San Severo, a Classe di Ravenna, e presso il castello di Rontana, a Brisighella. 

Ha inoltre partecipato allo studio dei reperti ceramici rinvenuti durante la ricognizione archeologica del 2012 presso il territorio della pieve di San Pietro in Sylvis di Bagnacavallo. Per l’Università di Verona, nel 2015, ha preso parte allo scavo archeologico presso Villa Badia, a Leno (Bs) e per l’Alma Mater allo scavo archeologico presso Castel Pizigolo, a Toano (Re). 

Nel 2016, inoltre, ha partecipato alla ricognizione archeologica presso i comuni di Lugo e Bagnacavallo nell’ambito del progetto “Bassa Romandiola”, mentre nel 2017 ha lavorato al primo stralcio dello scavo archeologico del Castello di Zagonara con la direzione scientifica del professore Andrea Augenti e la direzione sul campo di Marco Cavalazzi dell’Università di Bologna.

La seconda serata avrà luogo giovedì 30 novembre e verrà presentata da Giovanni Valentinotti, presidente del Comitato per lo studio e la tutela dei beni storici del comune di Lugo; si ripercorreranno le esperienze del Comitato in supporto alle recenti ricerche archeologiche della Soprintendenza a Lugo, illustrando anche le principali tipologie ceramiche che hanno caratterizzato questi scavi, datate tra il 1400 e il 1700.

Ultimo appuntamento giovedì 14 dicembre con l’archeologia di pianura, metodi e tecniche tra innovazione e tradizione. Interverranno Marco Cavalazzi, Michele Abballe e Angelo Alberti archeologi del dipartimento di Storia culture civiltà, che hanno preso parte allo scavo del Castello di Zagonara, oltre che a diversi progetti di ricerca nel territorio ravennate; Emanuele Dal Monte, tecnico per il monitoraggio esperto in geomantica, gestione del territorio e ambiente, beni culturali compresi. 

Nel corso della serata si cercheranno di presentare le tecniche di documentazione utilizzate nelle ricerche archeologiche che hanno avuto luogo negli ultimi anni nella pianura padana, focalizzando l’attenzione su come sia stato possibile innovare gli strumenti tradizionali, pur senza stravolgerli.

Al termine delle serate si potrà partecipare a una visita guidata alla mostra “Fornaci e fornaciai - L’attività laterizia a Lugo dall’antichità al XX secolo”, curata dal Comitato per lo studio e la tutela dei beni Storici del Comune di Lugo, ospitata dalla Manica Lunga dell’ex convento del Carmine.

L’ingresso alle serate è gratuito e la partecipazione è libera. Il ciclo di incontri è organizzato dal Comitato per lo studio e la tutela dei beni storici del comune di Lugo, in collaborazione con il Dipartimento di Storia, cultura e civiltà dell’Università di Bologna e il patrocinio dal Comune di Lugo.

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