sabato 18 novembre 2017

Voto contrario al PSC


Riceviamo da BellAlfinsine e pubblichiamo

Il Gruppo Consiliare BellAlfonsine in Consiglio Comunale ha espresso voto contrario alla adozione della variante al PSC, in vista dell’approvazione della nuova legge urbanistica regionale.
“Questa variante è in perfetta linea con la legge regionale in corso di approvazione” – spiega l’avv. Claudio Fabbri, Capogruppo di BellAlfonsine – “che prevede la privatizzazione della pianificazione urbanistica. In altre parole, con l’entrata in vigore della legge regionale ed in seguito alla approvazione delle delibere adottate martedì scorso, anche ad Alfonsine saranno i privati a contrattare con l’Amministrazione Comunale cosa, come e dove costruire nuove case o nuovi insediamenti. Il tutto senza che ci sia una visione urbanistica di fondo ed una pianificazione territoriale”.

“Questo aspetto è molto grave se si considera che viene sbandierata dalla Amministrazione Comunale che vi sarà un minore consumo di suolo” – prosegue Fabbri – “quando invece con le delibere di martedì scorso, pur avendo in parte ridotto le aree edificabili, questa Amministrazione ha mantenuto in essere grandi aree edificabili che potranno essere aumentate del 3%. Quindi” – conclude il Consigliere di BellAlfonsine – “in realtà vi potrà essere benissimo un ulteriore consumo di suolo. Teniamo conto che dal dopoguerra ad oggi la superficie urbanizzata nel nostro comune si è decuplicata (da 26 ettari di centro storico a circa 260 ettari di aree urbane) senza che a fronte di tale espansione vi sia stato un aumento demografico.”

Vale la pena di cogliere un ultima doglianza del Capogruppo Fabbri: “A quanto sopra esposto, va aggiunto che l’Unione dei Comuni stava lavorando a questa variante da quasi due anni ed il Consiglio Comunale è stato informato per ultimo un paio di settimane fa, pur essendo l’organo politico e di controllo che ha il potere e dovere di esprimere un voto su di essa. Lo stesso Assessore Vardigli ha riconosciuto in Consiglio Comunale che potrebbe esserci stata una compressione dello spazio in danno del Consiglio Comunale, compressione che” – conclude Fabbri - “c’è stata in danno del Consiglio e quindi di tutta la cittadinanza”.

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