sabato 16 dicembre 2017

A proposito di Gustav Klimt. Rivoluzione nel mondo delle mostre: le multimediali

Panopticon
dell'avvocato Giovanni Borgna


http://www.pavaglionelugo.net/2017/12/gustav-klimt.html


Ho ritrovato su Corriere.it un articoletto del 26 luglio scorso, che pubblicizzava la mostra evidenziando al lettore che già dalla fine del XVIII secolo l’arte e l’architettura avevano sperimentato varie forme di «panopticon», cioè metodi di pittura o di costruzione radiocentriche che consentivano allo spettatore una visione circolare e totale.


L’autore dell’articolo sostiene che anche l’arte contemporanea, del resto, ha prodotto centinaia di «ambienti» ove si possono vivere contestualmente esperienze visive, olfattive e sensoriali: basti pensare all’ambiente pensato nel 2011 dall’artista Pipilotti Rist che trasformò l’intero ex cinema Manzoni di Milano in una straordinaria opera d’arte totale.

L’autorevole parere che ha rilasciato ai propri soci il Touring Club su questa mostra:

«Colpire il visitatore e suscitare in lui la meraviglia e lo stupore», questo l’obiettivo dichiarato di Fake Factory, lo studio specializzato in video design, fondato a Firenze nel 2001, che ha realizzato la mostra.

Un obiettivo a nostro avviso raggiunto parzialmente, in parte perché le opere di Klimt non hanno la grandiosità evocativa che poteva avere il cielo stellato di Van Gogh proiettato su 20 metri di parete, in parte perché l’experience room stessa non ha dimensioni tali da trasmettere grandiosità. In compenso, la scelta delle musiche è particolarmente azzeccata e coinvolgente e immerge molto bene nel contesto dell’epoca. 


Il resto, come spesso accade in questi casi, dipende dallo spettatore e dalla sua passione per l’autore: se il Bacio, L’Albero della vita, Giuditta sono fra le vostre opere d’arte preferite (e se avete voglia di godervi 45 minuti di totale relax), allora non dovete perdervi Klimt Experience”.

Giovanni Borgna
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