martedì 19 dicembre 2017

Abita in mezzo a noi

Il presepe vivente ha avuto anche collaboratori e protagonisti amici "particolari" 
di Guido Ferretti


Proposto alla nostra città da Comunione e Liberazione e dall’associazione Amici di Avsi .




L’evento che abbiamo realizzato non voleva essere solo una manifestazione folcloristica ma soprattutto la memoria viva di un FATTO, realmente accaduto nella storia, che avviene ancora oggi tra noi.

E le centinaia di persone intervenute, nonostante le condizioni metereologiche sfavorevoli, se ne sono rese conto non fermando lo sguardo soltanto sulle botteghe degli antichi mestieri, sulle pecore o sull'asinello che ha portato Maria a Betlemme, o sugli amici che rappresentavano la Sacra Famiglia e sul loro Bimbo Gesù.

La memoria di quel Natale era scritta sui volti delle persone che fanno vivere quel Momento, nei racconti delle loro storie cambiate, oggi, da quel Fatto. 

Il presepe vivente è il modo di esprimere la gratitudine per questa Storia e per aiutare i progetti AVSI che saranno sostenuti con le offerte raccolte.

Ma quest’anno il presepe ha raccontato anche un’altra storia, una storia di amicizia iniziata in primavera con la cooperativa Cefal e i ragazzi richiedenti asilo da essa accolti e seguiti. 

Diciassette ragazzi, per la maggior parte Bengalesi e alcuni Pakistani, hanno aderito prontamente al nostro invito a collaborare alla costruzione delle scene e allo svolgimento del presepe. 

La loro fede islamica non è stata un ostacolo al loro lavoro: hanno scaricato camion di materiali, trasportato blocchi di tufo, sostenuto grandi pannelli di truciolare durante il montaggio. 

La loro disponibilità e il loro impegno ci è stato di grande aiuto nella realizzazione degli scenari della vita palestinese. 

Il pomeriggio hanno accettato con entusiasmo di vestire i panni di pastori, di venditori o di guardiani dei fuochi, e quando sono tornati a Fusignano nella loro casa ( hanno fatto il percorso in bicicletta quattro volte sabato scorso) la gioia per l’esperienza fatta era visibile nei loro volti. E nei nostri.


Guido Ferretti

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1 commento:

  1. Questo Bambino a qualcuno da fastidio, come sempre è accaduto nella storia, ma Lui è venuto per tutti e i ragazzi immigrati ce lo ricordano coi fatti. Grazie e buon Natale .

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