giovedì 28 dicembre 2017

CARIPARMA CREDIT AGRICOLE ITALIA

Per rilanciare le funzioni che furono della “CASSA” e del “MONTE” di LUGO


In questo fine d’anno si apre un nuovo capitolo per la nostra banca conferitaria, la Cassa di Risparmio di Cesena, che ha raccolto la storia e l’esperienza che furono della Cassa di Risparmio e della Banca del Monte di Lugo, poi della Banca di Romagna.



Un passaggio fondamentale, costruito con pazienza e determinazione dagli Amministratori che hanno fatto riferimento, negli ultimi 15 mesi, allo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e che hanno operato in stretta collaborazione con le autorità di Vigilanza e di sistema al fine di far entrare la banca, assieme alle Casse di Rimini e di San Miniato, nell’ambito e sotto la governance di “CARIPARMA – CREDIT AGRICOLE ITALIA”, che con questo nuovo perimetro diventa uno dei primi Gruppi Bancari del Paese, in una posizione di assoluta rilevanza nella nostra Regione ed ora anche nella Romagna.

Coloro che hanno guidato il processo hanno dovuto far fronte ad una situazione molto complessa, con l’attivo della banca gravemente appesantito dalla presenza di crediti inesigibili o di difficile esigibilità e la necessità di rispettare nuove norme, assai più rigorose delle precedenti, adottate dalla BCE e recepite dalla nostra legislazione nell’autunno del 2015; l’obiettivo per il quale si sono mosse le Autorità, in alcuni casi rendendo evidenti anche contraddizioni tipiche di un momento difficilissimo, è stato quello di salvaguardare la stabilità del sistema bancario, tuttora sotto i pesanti effetti negativi innescati da una crisi economica iniziata da un decennio e che, se da un lato inizia a mostrare evidenti segnali di inversione di tendenza, dall’altro continua a scaricare sulle banche la massa pietrificata e non più rigenerabile dei crediti inesigibili: un costo per il sistema bancario ma anche un depauperamento per le risorse del Paese.

La complessità, quindi, è stata determinata dalla concomitanza di altre situazioni di crisi, di dimensione ben maggiore di quella di Cassa Cesena, dalla condizione imprescindibile di cedere – pur a prezzi assai ridotti rispetto al valore del credito concesso – i crediti non performanti (gli NPL, come orma comunemente conosciuti), dalla necessità di condividere la valorizzazione della componente tuttora produttiva ed infine da quella di procedere alla ricapitalizzazione, per rispettare i nuovi parametri imposti dalla Vigilanza.

“Dobbiamo esprimere la nostra valutazione largamente positiva – afferma il Presidente Raffaele Clò – non solo sul fatto che la banca è stata salvata (e questo lo facemmo nel luglio del 2016 quanto intervenne la ricapitalizzazione da 280 milioni dello Schema Volontario del F.I.T.D., anche se ciò comportava una pesante svalutazione per tutti gli azionisti, noi compresi), ma pure per il fatto che la soluzione definitiva è avvenuta con l’intervento di una delle maggiori banche a livello europeo – Credit Agricole, appunto – e sulla scorta di un piano industriale che prevede il rilancio della banca: potranno quindi riprendere consistenza e dinamicità le funzioni storiche della “nostra” Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo a supporto dello sviluppo della Bassa Romagna, delle sue imprese e dei progetti delle sue comunità, senza più l’ambizione di un “governo localistico”, ma con un rilevante potenziale di crescita e con la garanzia di un solido Gruppo alle spalle.”

“La nostra Fondazione – conclude Raffaele Clò – si è già espressa, anche se in via non ufficiale, per soluzioni lineari ed efficaci nella ricomposizione organizzativa della banca all’interno del nuovo Gruppo. Pur consapevoli del ruolo decisamente marginale della nostra partecipazione in termini numerici, abbiamo offerto – e confermeremo tale offerta in prossime occasioni a “Cariparma Credit Agricole” – la disponibilità a collaborare secondo progetti condivisi e nell’ambito della valorizzazione delle nostre funzioni storiche e statutarie, per il rilancio della banca nel primario interesse delle imprese, dei cittadini e di tutta la nostra comunità.”

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