mercoledì 20 dicembre 2017

Foto e parole

Quando far colazione è anche una festa 

di Paolo Caroli 



Mi trovo spesso a Punta Marina alla pasticceria Vela Bianca.





La frequento da un anno, è una sosta settimanale, prima di recarmi alle Terme.

Un posto che ha qualcosa di speciale . Quando far colazione è anche una festa.

Vela Bianca è il titolo del famoso libro di Sergio Bambaren, un best seller mondiale nell’anno 2000, che ha fatto appassionare l’Antonella, una delle titolari.

La pasticceria con quel nome diventa come un buon pasticcino, che non stanca mai, una premonizione di successo.

Il successo non viene per caso ma va conquistato ogni giorno, caffè dopo caffè, dolce dopo dolce, e qui entra in gioco Manuela, la sorella, per tutti Manù.

Se Antonella è l’artista che crea dolci, dolcetti e prelibatezze zuccherine, discreta e silenziosa dietro le quinte, immersa nel suo laboratorio col marito Elvis, impareggiabile “mago” dell’impasto, al banco c’è Manù. Un vulcano di energia, simpatia, battuta allegra sempre pronta per tutti, nel tempo libero, insegnante di Yoga integrata, non a caso, e pratica l’ Acqua Gym.

La prima volta mi diede il benvenuto con un plastico movimento ginnico a braccia sollevate , dietro al banco.

Ci fu una risata generale, una standing ovation come dire “pasticcera”.

La sinergia di questo trio è diventata l’arma vincente.

La pasticceria è frequentatissima, a tutte le ore; anche oggi che siamo a stagione balneare chiusa, pensate un po’.

Tanti clienti vengono anche da fuori; è un ritrovo che prende tutti, giovani e meno giovani, anche gli amici a quattro zampe sono i benvenuti.

Il banco è una festa di colori: bomboloni caldi di primo mattino, le brioches farcite, paste e pasticcini variopinti, e la biscotteria con mandorle, pinoli e pralinati; da ultimo le brioches“vegane”, ora i gustosi panettoni e pandori artigianali di Natale.

Insomma una festa di profumi, sapori e colori, tutto l’anno.

Tutti si conoscono, il clima è festoso.

C’è quel fare “trebbo”, dove non dispiace nemmeno l’attesa al banco; ognuno aspetta il turno e nel frattempo ascolta o chiacchiera.

Non è locale da mordi e fuggi, tendenza molto comune dappertutto ormai, per fortuna.

La mia colazione con brioche vegana, a volte due, ai frutti di bosco , è una poesia: una fragrante sfoglia deliziosa e scricchiolina aspetta di essere mangiata in silenzio, e poi il caffè e la sua montagna lattea con impresso il cuore al cioccolato, opera di Alberta, preziosa pedina.

Un caffè dunque tutto speciale, con quella panna densa, ma così densa, che lo zucchero grezzo non ce la fa proprio a scendere; è come volesse crogiolarsi, arrotolarsi anche lui in questa soffice montagna.

E’ quasi un peccato rompere questo piccolo quadro d’autore, ma berlo è proprio un piacere.

La panna si stampa sulla bocca e sul naso, col suo sigillo al cioccolato.

Se non sto attento , il tempo mi scappa di mano, e allora addio piscina; ci salutiamo, ed è un arrivederci alla prossima colazione.

Un appuntamento immancabile, vietato non esserci.



Paolo Caroli

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3 commenti:

  1. Grande Paolo!!l'arrotolarsi dello zucchero... Spettacolo!!:-D

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