venerdì 29 dicembre 2017

Gli occhi di Baracca": Lugo nelle foto di Paolo Guerra dal '46 al '59

Gli eventi al teatro Rossini

Il teatro fu inaugurato nel 1761. Al Petrocchi si dovette la parte strutturale, mentre il progetto di distribuzione e completamento è attribuito ad Antonio Galli Bibiena.

Tuttavia i molti interventi futuri alterarono definitivamente l'assetto originario degli interni.

Nei primi decenni del ‘900 venne ad innescarsi un processo di degene razione tale che parte dei cittadini ritenne necessario l'abbattimento del fabbricato. Causa del degrado fu una gestione irresponsabile dell'oggetto architettonico che, convertito in sala per proiezioni cinematografiche, ebbe pesanti lesioni agli arredi ed alle decorazioni parietali.


Il suo ruolo era multifunzionale: teatro lirico, cinema, luogo di eventi sportivi, sede di veglioni per San Silvestro e carnevale e altre feste danzanti.









Intere famiglie occupavano i palchi e osservavano dall’alto le evoluzioni dei ballerini. Madri e nonne guardavano curiose di sotto per cercare di capire quali fossero i segnali di vicinanze o simpatie fra le giovani coppie.

Si era sempre in provincia!!

In ogni caso l’allegria regnava sovrana... e nessuno poteva immaginare cosa arebbe  
successo dopo pochi anni
.


A febbraio 1955 giunse la notizia che il Teatro Rossini era stato ritenuto inagibile dalla Commissione Provinciale di Vigilanza. Venne consentito solo l’afflusso alla platea per gli spettacoli cinematografici, ma il 15 dicembre la stessa Commissione decretò l’immediata chiusura del locale.

Finiva così un’epoca gloriosa per il nostro teatro, che si sarebbe conclusa solo con la completa ristrutturazione che vediamo oggi.

Nel gennaio di quell’anno era stato effettuato un sopraluogo e Paolo Guerra fissò sulla pellicola lo stato rovinoso della struttura esistente, in parte a rischio di collabenza. Bisognerebbe chiedersi per quale ragione il destino è stato così benevolo con l’intera comunità lughese, viste le incredibili inadempienze dei responsabili.




Crepe nei muri, polvere, muffa, legni tarlati, corde sfilacciate, arredi sbriciolati, intonaci bucati, soffitti pericolanti, povero teatro…


Per fortuna o per ferrea volontà si manifestò agli inizi degli anni ’80 un nuovo interesse per il salvataggio del teatro che portò alla costruzione di un progetto di ristrutturazione dell'architetto Pier Luigi Cervellati durante l’amministrazione Randi e l’assessorato Ricci Bitti.

Si creò così un compatto sentimento di rivalutazione di un tesoro dell’arte e della cultura lughese e italiana che consentì la riapertura nel 1986 di una delle strutture teatrali più sfarzose ed acusticamente pregevoli del mondo intero.


Giacomo Casadio

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