martedì 19 dicembre 2017

La nuova legge sul fine vita

Di Gianfranco Spadoni

La nuova legge sul fine vita è stata festeggiata come una grande conquista in termini di diritti della persona.


Il Parlamento, come spesso accade, su questi temi etici si è spaccato così come i cattolici hanno dimostrato una profonda divisione quando, invece, sarebbe stato fondamentale riaffermare un’unità d’intenti a prescindere dall’appartenenza politico – partitica dei singoli schieramenti. 

La “cultura della vita”, in questo modo, passa in secondo piano, e inoltre, il legislatore non ha tenuto conto dei criteri della proporzionalità delle cure e dei precisi atti adottati dal Papa contro l’accanimento terapeutico e contro l’eutanasia. 

Nello sfondo, tra l’altro, s’intravvedono pericoli anche sui rischi di abusi sulla vita motivati unicamente dai costi di assistenza e cura per il mantenimento delle persone malate: in altre parole il peso dei costi a carico del Servizio sanitario e per le famiglie. 

Oltretutto non sono stati considerati in alcun modo, a disprezzo della democrazia e della partecipazione, numerosi emendamenti con i quali si chiedeva, molto opportunamente, l’obiezione di coscienza!

Ci si chiede, infine, se con tutte le problematiche di natura sociale, economica, legate ai disastri ambientali, fosse davvero prioritaria per il legislatore lì’approvazione di una simile legge.

Gianfranco Spadoni
Consigliere provinciale ”Civici” Ravenna

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