giovedì 28 dicembre 2017

Lo svincolo di Bagnacavallo

Gravi ritardi e denaro buttato

A Bagnacavallo sarà realizzata una nuova interconnessione con funzioni di circondario sud est della città nel tratto dell’ A 14 dir compreso tra lo svincolo della provinciale Naviglio e il nuovo svincolo sulla San Vitale.
Si tratta di un’opera viaria del costo di 5, 8 milioni di euro (*) indiscutibilmente necessaria per dare respiro a quella località e all’intero territorio, anche se nell’iter di questo intervento non sono mancati gravi errori e contraddizioni. 

Si sta parlando di una storia iniziata negli anni 2000, sfociata con un primo progetto per unire la Naviglio con la San Vitale nella zona sud est di Bagnacavallo attraverso la realizzazione di una strada ex novo dal costo di 7 milioni e che prevedeva, oltretutto, l’esproprio di oltre dieci ettari di pregiati frutteti. 

Una tangenziale costosa e dal forte impatto ambientale che ostinatamente il citato Comune di Bagnacavallo d’intesa con la Provincia ha portato avanti nonostante le fortissime resistenze da parte degli agricoltori interessati e di tecnici esperti e avveduti, come ad esempio l’ingegner Ezio Brini il quale, conti alla mano, aveva suggerito sin dall’inizio soluzioni alternative proponendo di utilizzare l’esistente tracciato dell’A 14 dir.

Peraltro il sindaco del Comune di Bagnacavallo nel 2009 giustificava quella discutibile scelta addossando buona parte della responsabilità alla società Autostrade a suo dire contraria a trasformare la stessa A 14 dir in una tangenziale urbana. 

L’ipotesi, dunque, si rivelava diseconomica, con un forte impatto ambientale e con un consumo elevato di territorio agricolo, ma nessuna considerazione logica distolse le amministrazioni locali ad andare avanti, tant’è che nel 2005 fu pubblicato il bando di gara per l’affidamento della progettazione di quel collegamento con un costo complessivo di ben sette milioni. 

Gara aggiudicata a un’associazione di cooperative cui la Provincia ha pagato circa 250.000,00 euro per la redazione del progetto definitivo e di quello esecutivo, poi accantonati per il prevedibile e tardivo dietrofront da parte dell’ente pubblico, di fatto impossibilitato a dare seguito all’opera in questione. L’ennesima Caporetto degli enti locali, dunque, che si poteva assolutamente prevenire con un minimo di lungimiranza e risparmiando risorse pubbliche.

Oggi, razionalmente, si propone la nuova interconnessione, assolutamente utile, con due rampe d’accesso, una a nord e una a sud dell’autostrada, che, come si diceva, poteva essere già realizzata evitando inutili perdite di tempo e impiego improduttivo di risorse economiche pubbliche. 

Si tratta, in buona sostanza, di una soluzione logica e praticabile, vale a dire lo svincolo a ‘mezzo quadrifoglio’ che, come si diceva, fu scartato sia dalle giunte provinciali sia dallo stesso Comune di Bagnacavallo, che oggi, invece, si adotta con toni altisonanti attraverso una convenzione con la Regione.

Ogni tanto bisognerebbe fare mea culpa specie quando sono in gioco i soldi dei cittadini, come nel caso in questione in cui sono stati letteralmente buttati 250 mila euro ad un’associazione di cooperative. E allo stesso modo non sarebbe male riconoscere pubblicamente all’ing. Ezio Brini di avere individuato e indicato con lungimiranza la strada giusta ai sordi amministratori pubblici.

Gianfranco Spadoni
Consigliere provinciale Civici Ravenna


(*) La spesa dell’attuale progetto è di € 5.800.000: 3.200.00O contributo regionale, 2.500.000 Provincia di Ravenna,e 100,000 euro a carico di alcune imprese locali: operazione garantita dal Comune di Bagnacavallo

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