mercoledì 20 dicembre 2017

Riscossione coatta delle multe

Di Gianfranco Spadoni

Analizzando il capitolo di bilancio riguardante la voce delle entrate extratributarie riferite alle sanzioni amministrative accertate nell’anno precedente, emerge come la quasi totalità sia rappresentata dalle multe rilevate con gli autovelox: una consistente cifra che a fine settembre scorso ammontava a euro 5.731.569,03. 


Tuttavia fra le sanzioni contestate e quelle incamerate vi è un forte divario tant’è che solo una minima parte si può ascrivere fra le entrate effettive dell’ente, con risultati economici complessivi i molto deludenti. 

Sul piano poi strettamente economico si può addirittura semplificare dicendo che tali sanzioni servono quasi esclusivamente per mantenere il sistema che fa le multe! 

Come si diceva, le spese per coprire i vari servizi di notifica degli atti e quelli della riscossione sono una prima voce di uscita consistente per l’ente provinciale cui si aggiunge l’apposito fondo crediti di dubbia esigibilità che di norma rappresenta un accantonamento di tutela a chi non paga: grosso modo vale a dire una buona metà dei trasgressori. 

In sostanza il Corpo di polizia provinciale gestisce le notifiche dei verbali riguardanti le sanzioni amministrative al Codice della strada ma, tenuto conto dell’elevato incremento delle multe accertate il carico burocratico di atti da notificare è molto elevato, poiché si tratta di un servizio continuato che non può essere interrotto e che lo stesso Corpo di polizia provinciale non è in grado di assolvere in modo autonomo per lo spropositato numero di verbali. 

Di qui l’affidamento della gestione delle notifiche per l’anno 2017 a una società di Padova cui è corrisposto per tale servizio l’importo annuo di 100.000,00 euro. 

Cifra considerevole che poteva essere evitata se tale attività, oltre al Corpo di polizia dell’ente, fosse stata affidata da subito al personale interno o a una società specializzata di natura pubblica per il recupero bonario o coattivo delle entrate. 

Ora, seppure in ritardo e dopo aver corrisposto il citato importo alla società di Padova, si va nella direzione auspicata dell’affidamento diretto all’Agenzia delle entrate - riscossione, peraltro con costi certamente inferiori e con una più attendibile efficacia e certezza nell’incasso di tali contravvenzioni. I costi del servizio saranno sicuramente inferiori a quelli applicati da Sorit e dalla società padovana incaricata dalla Provincia, così come emerge dal portale della prescelta Agenzia.

In conclusione, dunque, è il caso di affermare “meglio tardi che mai!”

Gianfranco Spadoni
Consigliere provinciale Ravenna

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento