venerdì 1 dicembre 2017

Truffe on line

Le finte procedure per farsi rubare i dati bancari via mail

E' stata pubblicato dalla Polizia di Stato tramite un post pubblicato su “Commissariato di PS On Line – Italia” l’invito a prestare attenzione ad uno dei messaggi che può pervenire sulle nostre caselle di posta elettronica nel solito italiano stentato e che invita a seguire una procedura per sbloccare il proprio conto corrente che sarebbe stato bloccato unitamente alla propria carta di credito.

Questo il testo dell’allerta della Polizia Postale: “NONCLICCARE. Questa procedura è quella giusta per essere truffati.”. Il modo migliore per difendersi è quello di non rispondere mai a questi messaggi e quindi di non cliccare sui link cui solitamente conducono o rispondere alle richieste di dati bancari o sensibili.

Il problema però è sempre lo stesso: molte imprese, professionisti e utenti continuano a cascarci perché troppo spesso non si riflette quando ci viene toccato il proprio conto corrente o carta di credito e si agisce d’istinto.

Bisogna, quindi, solo prestare più attenzione e accertarsi sempre della provenienza del messaggio anche perché le banche o gli istituti finanziari non utilizzano mai questo tipo di procedura per segnalare anomalie di questo tipo.

E' stato pubblicato dalla Polizia Postale anche l’invito a prestare attenzione ad uno dei messaggi che può pervenire sulle nostre caselle di posta elettronica, ed in particolare al finto reclamo di WhatsApp,

Questo il testo dell’allerta della Polizia Postale: “FINTO RECLAMO. A causa di un reclamo ti viene bloccato il profilo WhatsApp. Nulla di tutto questo è possibile. Non seguire mai questo tipo di link”.

Sono tanti gli utenti della celebre app di messaggeria istantanea che si fanno prendere dal panico per paura di perdere dati e conversazioni, ma nulla di tutto ciò può accadere perché ogni app ha i suoi canali specifici per gli aggiornamenti.

Il maggior canale delle truffe è divenuta la rete attraverso le app di messaggeria istantanea e i nostri account email quotidianamente tempestati da richieste, promesse e finti regali ai quali, purtroppo, spesso continuiamo a cascarci.

La Polizia Postale invita anche a prestare attenzione a due messaggi che possono giungere sui nostri indirizzi email e che riguardano due fantomatici annunci di Lidl e Amazon che ovviamente risultano totalmente estranee a tali tipo di proposte.

A tal proposito, la Polizia Postale ha lanciato anche altre due distinte allerte dai seguenti testi: “AMAZON. Più che un buono acquisto sembra una cattiva truffa” e “LIDL. Gioca ora che perderai tutti i tuoi dati. Diffidate di questi regali”. Truffe online senza sosta. I falsi messaggi che invitano ad aggiornare le proprie credenziali anagrafiche per fregarci quelle bancarie.

La richiesta di copie dei nostri documenti d’identità per la sottoscrizione di contratti, ritiro di corrispondenza e ogni attività che ne domandi l’esibizione e la conservazione da parte dei soggetti che ce li richiedono è ormai un’attività quotidiana che ci coinvolge tutti. Ecco perché, ciò che può sembrar banale, deve essere oggetto della nostra massima attenzione specie quando la richiesta di copie dei nostri documenti provenga attraverso comunicazioni delle quali non siamo certi della provenienza.


Giovanni d'Agata                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         
Dopo solo poche ore che avevo pubblicato un annuncio su "subito.it" mi è arrivata la proposta di acquisto con tanto di chiesta dei miei dati bancari per effettuarmi il relativo bonifico e le "istruzioni" per inviare il pacco....

Ma quante gente oggi vive in questo modo, stando comodamente seduti al Pc senza lavotare, scaricare sacchi!!? E ancora più tragico godendone di frodare il prossimo!


Arrigo Antonellini
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