venerdì 29 dicembre 2017

Tugnè e Pirè

Due santagatesi in lotta per la libertà
di Lucia Baldini



Antonio Dalla Chiusa e Pietro Missiroli sono stati protagonisti e testimoni della Liberazione, affidati alle pagine dell'agile libretto curato da Antonio Taglioni per l'A.N.P.I., sezione Baffè di Massa Lombarda.


Colpisce già il titolo, Tugnè e Pirè ribelli per amore; protagonisti due ragazzi allora poco più che ventenni, con il loro amore per la libertà che li ha portati ad affrontare e superare sofferenze e distruzioni pur di far trionfare i loro ideali in una coesione inimmaginabile ai giorni nostri. 

Rischiando in prima persona infatti gli abitanti della nostra pianura e dell'Appennino li hanno aiutati e sostenuti, condividendo pericoli, paure e poco cibo.

La narrazione è semplice, paratattica, essenziale. Tugnè, partigiano della 36 esima brigata Garibaldi, racconta a Taglioni di essere stato ben sette anni lontano dalla sua sant'Agata, dal 1939 al 1945, e sfiora tutti gli aspetti della vita del tempo, ("un inferno"), regalando preziose informazioni sulla vita nel Brisighellese, sull'avanzata verso il Po, sulla devastazione della città natale, sulla guerra in Jugoslavia: "....nel tremendo inverno 1941-42 abbiamo mangiato tutti i muli. Eravamo circondati da quattro metri di neve. Senza viveri e senza collegamenti, da Natale a Pasqua..."

Il racconto procede per analessi e prolessi, l'addestramento a Roma, la permanenza a Cà di Guzzo dove Pirè fa il pane per tutti, la liberazione di Alfonsine, i sabotaggi, il furto del telefono pubblico, la gioia finale, gli arretramenti, le avanzate, la preziosa collaborazione delle staffette, i momenti convulsi e quelli di attesa angosciosa, i rapporti sempre migliori con gli Alleati. 

"Il compito dei partigiani era quello di colpire e ritirarsi", sintetizza Tugnè, e gli fa eco l'autore, alla fine: la Resistenza mirava a fare degli Italiani dei cittadini a parità di diritti e di doveri. E questo è amore, amore per la vita, che pian piano riprende, ricostruisce, fa nascere nuove famiglie su macerie che sono soltanto materiali, perchè i valori veri sono sempre restati intatti.

Preziose testimonianze fotografiche completano l'opera che, non a caso, ha in copertina la piazza di Sant'Agata nei primi anni '30 e nell'ultima pagina la foto di due ragazzi che sono stati bambini proprio lì, e lì hanno giocato, hanno corso e scherzato. 

Hanno la divisa inglese, sorridono, sono a Pieve di Sacco, fanno parte del 21° Reggimento Divisione Cremona. E' il 1945, aprile. Pochi mesi e torneranno a casa, testimoni di un amore che nessun nemico potrà ferire.

LB

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