mercoledì 27 dicembre 2017

"Un mondo d'amore" coi Flints

Un piacevole ritorno a casa per la maggioranza degli spettatori 
di Paolo Caroli 


Serata speciale a Lugo alla Chiesa del Suffragio dove hanno suonato, cantato e incantato, i Flints, complesso lughese da anni presente con successo sulle piazze romagnole e dintorni.





Si sono presentati con un repertorio assai impegnativo di 23 pezzi cantati in inglese( And i love her, Something, Wonderfull tonight,Woman,Yesterday) e in italiano (E' la pioggia che va, Se perdo anche te, Un mondo d'amore, Emozioni, Il mio canto libero), che sono stati successi planetari degli anni 60 in poi. 

Predominante il tema "un mondo d'amore", sulla donna, e anche sugli ideali di libertà delle generazioni sessantottine. 

I "giovani" del complesso, Franco Bartolotti, Giacomo Casadio, Flavio Manzato(chitarra e voci), Roberto Pironi (voce), Mauro Ricci Petitoni(basso), Franco Taroni(batteria) hanno fornito uno spettacolo musicale e canoro di qualità, in una chiesa gremita all'inverosimile, con tante persone in piedi. 

Ha dominato il freddo nella affascinante chiesa baroccca, non si poteva fare diversamente, ma la platea dei giovani" over" 50 e 60 ha stoicamente resistito fino alla fine, battendo le mani su Happy Christmas che ha chiuso la serata. 

E' stato un piacevole ritorno a casa per la maggioranza degli spettatori. 

Il passato che rivive nel presente, lo slancio di speranza per un futuro migliore. 

E' la storia che si ripete coi suoi ideali e i suoi sogni da realizzare. 

Alla fine è partita dal cuore di tutti la "standing ovation" verso i Flints , una macchina perfetta, dove ognuno gioca il suo ruolo in maniera puntuale, frutto di una grande sinergia: Giacomo Casadio ,trascinatore del gruppo col suo "inglese" aristocratico, la voce duttile e completa di Roberto Pironi, i preziosismi tecnici alla chitarra di Franco Bartolotti e del basso Mauro Ricci Petitoni, i virtuosismi di Flavio Manzato e per finire con Franco Taroni che ovattando la sua batteria ha suonato in modo "soft" senza perdere di incisività. 

Per la cronaca, un plauso va soprattutto a Giacomo Casadio, che influenzato da alcuni giorni, ha voluto esserci a tutti i costi, non voleva mancare alla serata, ha stretto i denti e ce l'ha fatta. 

Termino questa cronaca con la gioia di esserci stato, seduto alla meglio sopra un inginocchiatoio, ma ne è valsa la pena.

Paolo Caroli

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