sabato 27 gennaio 2018

Il nuovo ospedale di Cesena

Riceviamo e pubblichiamo
Di Gianfranco Spadoni


Come regola le principali  questioni di natura  sanitaria dovrebbero interfacciarsi con i consigli comunali e provinciali dell’Area Vasta romagnola.

Senza nulla togliere all’aspetto organizzativo e gestionale di competenza esclusiva del direttore generale,  la funzione di indirizzo compete ai rappresentanti dei cittadini e non solo alla Conferenza socio sanitaria territoriale composta dai sindaci, come ormai accade  regolarmente.

I primi cittadini,  infatti,   dovrebbero promuovere costanti dibattiti nei consigli comunali su temi così importanti, mentre regolarmente  si evita il confronto, oppure si limita  la trattazione di pochi argomenti a rarissime occasioni, e si mortifica, in questo modo, la sede deputata a esprimere  in modo trasversale la linea da indicare in sede di Conferenza sanitaria. Oltretutto l’organo elettivo  è  privato dalla possibilità di esercitare  la sua prerogativa di  svolgere  precise funzioni d’ indirizzo.

La politica, dunque,  deve riappropriarsi delle sue funzioni e la Conferenza  socio sanitaria territoriale è chiamata  cambiare passo  rinvigorendo la propria attività  peculiare tornando a essere la sede naturale di confronto e di condivisione delle politiche sociali e sanitarie dell’intero territorio di Area vasta. Invece   si continua a ragionare come  fossero tante realtà svincolate e incomunicabili tra loro, facendo emergere i soliti ‘campanili’.

Valga come esempio il progetto di realizzazione dell’ ospedale di Cesena già classificato come ospedale della Romagna sulla cui realizzazione avrebbero dovuto esprimersi tutte le componenti politiche e istituzionali dell’area vasta romagnola e non solo quelle circoscritte al  comune cesenate. Si tratterà di un nosocomio all’ avanguardia con investimenti superiori ai 200 milioni, indubbiamente necessario, ma che non può sostituirsi né tantomeno indebolire gli altri ospedali non solo dei centri capoluogo come Ravenna, Rimini e Forlì, ma anche per realtà minori ma importanti, come,a d esempio, Faenza e Lugo.

Le linee strategiche  promosse dalla dirigenza Usl, dunque,  richiederebbero  di mantenere un più  saldo radicamento con i territori e il loro coinvolgimento effettivo per conoscere e condividere i vari progetti in materia di sanità.                 

Gianfranco Spadoni

Consigliere provinciale “Civici” Ravenna
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